Vai al contenutoVai al menu
Partite
Soccer Addicted logo

Competizioni europee →

Come si entra in Champions League: i due percorsi e i preliminari

La guida all'accesso alla Champions League: perché campioni e non campioni corrono su binari separati, chi entra a luglio e chi entra a settembre.

Lucas G. de Moraes
Di Lucas G. de Moraes

30 agosto 2026 alle ore 23:39

· 5 min di lettura

Scritto dalla nostra redazione IA, verificato sulle fonti e approvato dall’editor prima della pubblicazione. Linea editoriale

Condividi
Come si entra in Champions League: i due percorsi e i preliminari
Immagine generata dall'IA · Soccer Addicted

Due club possono entrare nella stessa Champions League in mesi diversi, e la differenza tra loro non è la qualità. Uno comincia a giocare a luglio, contro avversari di cui la maggior parte dei tifosi non ha mai sentito parlare, e deve vincere una serie di sfide per arrivare dove l'altro è seduto dal sorteggio. A separarli non sono il talento né il bilancio: è la porta che ciascuno ha ricevuto, e la porta viene da un calcolo fatto prima della stagione.

Due percorsi che non si incrociano mai

La parte a eliminazione delle qualificazioni è divisa in due binari paralleli, e questo solo dato risolve quasi ogni dubbio sull'argomento. Uno è riservato ai campioni nazionali, l'altro a chi si è qualificato per posizione in classifica senza essere campione. Corrono insieme, con sorteggi separati, e un club di un binario non incontra mai un club dell'altro finché quella fase dura.

Il binario dei campioni esiste per una ragione che si vede chiara immaginando la competizione senza di esso. Il campione di una federazione piccola, messo nello stesso sorteggio delle seconde dei grandi campionati, verrebbe eliminato con regolarità quasi perfetta, e la competizione smetterebbe di essere continentale in qualunque senso reale. Tenendo separati i binari, il campione piccolo affronta solo altri campioni piccoli, e qualcuno passa.

La conseguenza pratica è che vincere il proprio campionato vale più di quanto la posizione suggerisca. Un club che ha vinto un campionato modesto può avere una strada più corta e più probabile verso la fase principale di un club più forte arrivato quarto in un campionato grande, perché il secondo entra nel binario dove ogni avversario è altrettanto forte.

E la tabella dei cinque anni che decide la porta di ogni club non include la stagione passata. Nel 2026/27 valgono i coefficienti di federazione dal 2020/21 al 2024/25, chiusi alla fine del 2024/25: una stagione intera prima che la competizione cominci. Un paese che ha avuto un anno europeo eccezionale nel 2025/26 non ne raccoglie nulla adesso, e uno che è crollato continua a entrare dalla porta che si era conquistato prima.

Quante porte ci sono prima della porta

Prima della fase principale c'è una sequenza di sfide di andata e ritorno, e ogni club entra in un punto diverso di quella sequenza. Entrare più tardi significa giocare meno e rischiare meno; entrare presto significa attraversarla tutta. Nessun sorteggio decide questo, e nemmeno il merito della stagione appena finita: il punto d'ingresso viene dal coefficiente del paese, lo stesso numero che decide quanti posti riceve ogni federazione.

E i due percorsi non hanno la stessa dimensione in nessuna fase. Nel 2026/27, dei 36 club della fase campionato, 29 sono entrati direttamente e solo 7 sono arrivati dalle qualificazioni: l'intera struttura preliminare si gioca meno di un quinto dei posti. Di quei 7 spareggi, 5 erano del percorso campioni e solo 2 del percorso piazzate. E la sproporzione si vedeva già prima: al terzo turno preliminare sono entrati 12 club nel percorso campioni, tutti provenienti dal secondo, contro 8 nel percorso piazzate, di cui 6 entravano lì direttamente, senza aver giocato nulla prima.

Per questo la stessa posizione in classifica significa cose diverse in paesi diversi, e per questo un club può passare anni bloccato nelle qualificazioni pur vincendo il titolo nazionale ogni stagione. Non viene punito per il rendimento: è legato al posto della sua federazione in una tabella di cinque anni che da solo riesce a muovere a malapena.

Quante porte ci sono prima della porta
Spareggio 2026/27, percorso campioniAndataRitorno
Levski Sofia o Kairat Almaty contro AEK Atene18/0826/08
Celtic contro LASK19/0825/08
Dinamo Zagabria o Kauno Zalgiris contro Viking18/0826/08
Mjallby o Slovan Bratislava contro Ararat-Armenia o Celje19/0826/08
Hapoel Beer-Sheva o Stella Rossa contro Aarhus o Sabah19/0825/08

L'ultima sfida prima della fase principale è la più dura su entrambi i binari, e concentra tutto ciò che la competizione ha di crudele: due partite, ad agosto, con l'intera stagione di un club appesa al risultato. Chi vince entra e gioca la competizione principale; chi perde no. Solo che chi perde non torna nemmeno a casa, ed è la parte che quasi nessuno conosce.

Perdere quella sfida non è restare senza Europa

Il club eliminato nell'ultima sfida non esce dal calendario europeo: scende alla competizione del livello successivo e ne disputa la fase principale. È una rete, non una porta sola. Una campagna fallita nell'obiettivo dichiarato consegna comunque al club un'intera stagione continentale, con partite, ricavi e un posto da difendere.

Questo cambia l'aritmetica di chi programma una stagione e spiega decisioni che da fuori sembrano strane. Una rosa costruita per la competizione principale ed eliminata prima non diventa una rosa senza impiego: diventa una delle più forti dell'altro torneo, spesso la favorita. E dal punto di vista del coefficiente del paese, quel club continua a fare punti invece di uscire dal conto.

Alla fine, la lezione del sistema di accesso è che la Champions non comincia al sorteggio della fase principale. Comincia settimane prima, in una sfida tra club che il grande pubblico non segue, decisa da una regola che nessuno si gioca sul campo. Sapere da quale porta è entrato ciascuno spiega metà di quello che sembra fortuna quando parte la competizione vera.

E ci sono due porte che non vengono né dal piazzamento né dal coefficiente quinquennale. La prima sono i cosiddetti posti di rendimento europeo, due, assegnati alle federazioni con il miglior coefficiente di club della stagione precedente: nel 2026/27 sono state Inghilterra e Spagna, e i posti sono andati a Liverpool e Real Betis, quinti in ciascun campionato. La seconda è una regola di riequilibrio poco nota: quando il campione d'Europa si è già qualificato tramite il proprio campionato, un campione nazionale viene promosso direttamente alla fase campionato. Nel 2026/27 ha dato il posto automatico allo Shakhtar Donetsk, campione ucraino, per avere il miglior coefficiente individuale tra i campioni delle federazioni dalla 11 alla 55.

Condividi

Domande frequenti

Come si qualifica un club alla Champions League?
Per la posizione nel campionato nazionale. Quanti posti riceve ogni paese, e se danno l'ingresso diretto o obbligano a un turno di qualificazione, dipende dal coefficiente della federazione.
Quali sono i due percorsi delle qualificazioni?
Un binario è riservato ai campioni nazionali e l'altro a chi si è qualificato per posizione senza vincere il titolo. Corrono insieme, con sorteggi separati, e club di binari diversi non si incontrano in quella fase.
Perché esiste un percorso solo per i campioni?
Perché senza di esso il campione di una federazione piccola verrebbe quasi sempre eliminato dalle seconde dei grandi campionati, e la competizione smetterebbe di essere continentale. Separati, i campioni piccoli se la giocano tra loro.
Cosa succede a chi perde l'ultima sfida?
Non resta senza Europa. Il club eliminato scende alla competizione del livello successivo e ne disputa la fase principale, con partite, ricavi e un posto da difendere.
Perché un campione gioca a luglio e un altro entra a settembre?
Perché il punto d'ingresso viene dal coefficiente del paese, non dal rendimento della stagione appena finita. La stessa posizione significa cose diverse in federazioni diverse.

La newsletter di Soccer Addicted