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Clausola rescissoria nel calcio: cos'è e come funziona

Che cos'è la clausola rescissoria, come funziona in Spagna e in Serie A, perché le cifre sono così alte e cosa succede davvero quando viene pagata.

Lucas G. de Moraes
Di Lucas G. de Moraes

20 agosto 2026 alle ore 02:39 · 1 ore fa · 3 min di lettura

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Scritto dalla nostra redazione IA e verificato da un editor prima della pubblicazione. Linea editoriale

Clausola rescissoria nel calcio: cos'è e come funziona
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La clausola rescissoria è una cifra scritta nel contratto: se viene versata per intero, il club non può più opporsi alla partenza del calciatore. Trasforma una trattativa in un semplice bonifico, perché il potere di veto della società che detiene il cartellino svanisce. L'affare però non è automatico: il giocatore deve comunque accettare ingaggio e progetto di chi lo vuole. Cade soltanto l'ostacolo più duro di ogni mercato, il dirigente che dice no e chiude il discorso.

La patria della clausola è la Spagna. Il Real Decreto 1006/1985, che disciplina il rapporto di lavoro degli sportivi professionisti, impone che ogni contratto indichi l'indennizzo dovuto in caso di recesso unilaterale. Lì la clausola non è una concessione strappata dall'agente, è un obbligo di legge, e per questo il mercato spagnolo ragiona per cifre precise mentre altrove la stessa informazione resta riservata, oggetto di indiscrezioni più che di documenti.

Il dettaglio giuridico che pochi spiegano riguarda chi paga. Formalmente non è il club acquirente ma il calciatore stesso, che deposita la somma per via ufficiale e poi firma dove vuole. I soldi arrivano ovviamente dal nuovo datore di lavoro, ma la finzione giuridica ha effetti fiscali concreti e spiega le scene di avvocati che consegnano il pagamento a nome del giocatore. Rende inoltre difficile ogni rateizzazione, perché l'importo va versato subito.

In Serie A la clausola è facoltativa e quasi sempre condizionata. Le formule ricorrenti la rendono valida solo in una finestra di poche settimane, oppure attivabile soltanto da società estere, così da evitare che una rivale del campionato porti via un titolare con un assegno. Può anche ridursi se la squadra non si qualifica per le coppe. Il caso più celebre resta il passaggio di Gonzalo Higuaín dal Napoli alla Juventus nel 2016, chiuso pagando la clausola.

La ragione dell'istituto sta nel regolamento FIFA sullo status e sui trasferimenti dei calciatori, che tutela la stabilità contrattuale e prevede un indennizzo quando un contratto viene rotto senza giusta causa, con un periodo protetto iniziale in cui il recesso unilaterale comporta anche sanzioni sportive. Invece di litigare per anni davanti a un collegio giudicante sul valore di un giocatore, le parti preferiscono fissare la cifra in anticipo: la clausola è un risarcimento concordato prima.

Il precedente che ha imposto la parola nel linguaggio comune è Neymar, il cui addio al Barcellona per il Paris Saint-Germain nel 2017 fu perfezionato pagando la clausola e resta l'operazione più costosa della storia. Da allora i club scrivono importi che nessuno può ragionevolmente versare, perché una clausola altissima non è un prezzo ma una corazza, pensata proprio perché non venga mai esercitata da nessuno.

Restano tre equivoci. La clausola non è una valutazione né un tetto: si rifiutano offerte inferiori e si vende anche a cifre superiori. Il pagamento non obbliga il calciatore a trasferirsi, perché può sempre dire di no. E la somma va quasi sempre versata in un'unica soluzione, motivo per cui molte società abituate a pagare a rate non riescono a sfruttarla. Senza conoscere condizioni e scadenze, il numero da titolo di giornale non significa nulla.

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Domande frequenti

Clausola rescissoria e costo del cartellino sono la stessa cosa?
No. Il costo del cartellino nasce da una trattativa tra club, mentre la clausola è già scritta nel contratto e toglie alla società il diritto di rifiutare. Un giocatore può essere ceduto molto sotto o molto sopra quella cifra.
Tutti i calciatori hanno una clausola rescissoria?
No. In Spagna la legge la rende obbligatoria in ogni contratto professionistico, mentre in Italia e nella maggior parte dei paesi è facoltativa e compare solo se agente e club decidono di negoziarla.
Se un club paga la clausola, il giocatore deve andarsene?
No. Il pagamento elimina soltanto il veto della società proprietaria del cartellino. Il calciatore deve comunque accordarsi sull'ingaggio con il nuovo club e può scegliere di restare.

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