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Partite
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Stessi punti, campione diverso: come si decide in ogni lega

Due club chiudono a pari punti e il titolo cambia di mano a seconda del paese: i criteri di spareggio di otto competizioni, articolo per articolo.

Lucas G. de Moraes
Di Lucas G. de Moraes

31 agosto 2026 alle ore 02:08 · 2 ore fa · 9 min di lettura

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Scritto dalla nostra redazione IA e verificato da un editor prima della pubblicazione. Linea editoriale

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Narrazione con voce sintetica, generata dal testo qui sopra.

Stessi punti, campione diverso: come si decide in ogni lega
Immagine generata dall'IA · Soccer Addicted

La domanda che porta quasi tutti fin qui è sempre la stessa: due club chiudono il campionato a pari punti e in un paese il titolo va a chi ha la differenza reti migliore, in un altro va a chi ha vinto gli scontri diretti. Una regola sola non esiste perché non esiste un regolamento solo: ogni competizione scrive il proprio ordine di criteri e, negli otto regolamenti consultati, i punti di partenza diversi sono quattro.

Due partite o trentotto

La differenza reti generale di un torneo come la Premier League o la Bundesliga riassume 38 o 34 giornate contro l'intero campionato. Lo scontro diretto fra due club di una lega nazionale riassume due partite: il Brasileirão lo scrive per esteso al paragrafo 1 dell'articolo 15, dove il criterio è definito come la somma dei punti dell'andata e del ritorno. Un criterio chiede chi è andato meglio contro tutto il campionato, l'altro chiede chi è andato meglio contro quel singolo rivale. Nessun regolamento ufficiale (né di lega, né della UEFA, né della FIFA) spiega perché ha scelto di partire dall'uno o dall'altro: questa lettura è nostra e si appoggia a come sono scritte le regole. Ecco le prime tre caselle di ciascuna competizione.

Competizione1º criterio
Premier LeagueDifferenza reti generaleGol fattiPunti negli scontri diretti
LaLiga (due club)Differenza reti negli scontri direttiDifferenza reti generaleGol fatti
Serie A (fuori dal titolo e dal 17º/18º)Punti negli scontri direttiDifferenza reti negli scontri direttiDifferenza reti generale
BundesligaDifferenza reti generaleGol fattiRisultato aggregato degli scontri diretti
Ligue 1Differenza reti generalePunti negli scontri direttiDifferenza reti negli scontri diretti
Brasileirão Série AMaggior numero di vittorieDifferenza reti generaleGol fatti
Champions League (fase campionato)Differenza reti nella fase campionatoGol fattiGol fatti in trasferta
Coppa del Mondo FIFA (fase a gironi)Punti negli scontri direttiDifferenza reti negli scontri direttiGol fatti negli scontri diretti

Nessuna delle otto liste ripete un'altra. Quattro competizioni partono dalla differenza reti generale: Premier League, Bundesliga, Ligue 1 e la fase campionato di Champions. Due partono dagli scontri diretti: la Serie A e la fase a gironi del Mondiale. LaLiga parte dalla differenza reti degli scontri diretti quando i club a pari punti sono due, e il Brasileirão è l'unico degli otto regolamenti consultati a mettere il maggior numero di vittorie davanti alla differenza reti. La tabella mostra soltanto tre caselle, e perfino le competizioni che partono allo stesso modo si allontanano più in basso: ognuna ordina a modo suo i gol fatti, le vittorie, la disciplina e il finale.

Chi parte dagli scontri diretti

La Serie A è il caso più radicale e insieme il meno stabile, perché il suo ordine non è scritto una volta per tutte. Il Consiglio Federale della FIGC approva una deroga all'articolo 51 delle NOIF valida per una singola stagione, e il Comunicato Ufficiale n. 244/A del 27 maggio 2026 è quello che vale per la stagione 2026/2027. Il suo ordine generale è la classifica avulsa: punti negli scontri diretti fra le squadre in parità, differenza reti in quegli stessi scontri, differenza reti nell'intero campionato, maggior numero di gol segnati nell'intero campionato e, se nulla di tutto ciò separa le squadre, sorteggio. Sopra quella lista il regolamento italiano mette due partite in più, una per il titolo e una per la coppia 17ª/18ª, così che la classifica avulsa comanda da sola solo nel resto della graduatoria: per un posto europeo non c'è nessuna gara aggiuntiva e la parità si risolve lì, fino al sorteggio. Quando le squadre in parità sono più di due, quella stessa classifica avulsa serve anche a scegliere quali due vanno alla gara in più, perché la partita extra resta sempre fra due.

Anche la Spagna parte dagli scontri diretti, ma con un'altra misura. L'articolo 10 delle Bases de Competición della RFEF divide due casi. Con due club in parità: miglior differenza reti nelle partite fra loro, differenza reti nel computo generale, maggior numero di gol fatti, miglior posizione nei criteri di fair play e, per ultima, una partita in campo neutro designato dalla RFEF. Con più di due club: prima una mini-classifica dei punti nelle partite fra loro, che passa al criterio successivo solo se due squadre restano in parità al suo interno; poi arrivano la differenza reti di quella mini-classifica, la differenza reti generale, i gol fatti, il fair play e la stessa partita in campo neutro.

Chi parte dalla differenza reti

L'Inghilterra ha la regola più curiosa delle otto: nella maggior parte della classifica, semplicemente non decide nulla. Secondo la regola C.7 dell'Handbook della Premier League, due club con gli stessi punti, la stessa differenza reti e gli stessi gol fatti occupano la stessa posizione, e lì lo scontro diretto non viene nemmeno consultato. La catena lunga si attiva soltanto quando sono in gioco il titolo, la retrocessione o la qualificazione a un'altra competizione: differenza reti, gol fatti, punti negli scontri diretti (regola C.17.1), gol segnati in trasferta in quegli scontri (C.17.2) e, se non basta, una partita unica (C.17.3) che può riguardare solo due club.

Germania e Francia partono allo stesso modo e finiscono in modo diverso. La Spielordnung della DFL usa sei criteri: differenza reti calcolata per sottrazione, gol fatti, risultato aggregato di andata e ritorno fra le squadre in parità, gol segnati in trasferta in quegli scontri, gol segnati in trasferta in totale e, alla fine, un Entscheidungsspiel. La sequenza non distingue fra titolo, retrocessione e posto europeo, vale per qualsiasi posizione della Bundesliga e della 2. Bundesliga e a campionato in corso si accorcia da sola: finché andata e ritorno non sono stati giocati contano solo i primi due criteri, la partita di spareggio non si applica e due squadre possono dividere la stessa posizione in classifica. L'articolo 518 TER del regolamento delle competizioni della LFP (il documento della stagione 2025/26, il più recente che siamo riusciti a consultare sul sito della lega) ne incatena otto: differenza reti nella competizione, punti negli scontri diretti, differenza reti in quegli scontri, gol fatti, vittorie, vittorie in trasferta, comportamento disciplinare (giallo 1 punto, rosso 3 punti) e sorteggio. Anche lì i due criteri sugli scontri diretti si applicano solo se entrambe le partite fra i club sono già state giocate; fino ad allora contano i gol fatti, le vittorie, le vittorie in trasferta e la disciplina. Per la parità di punti in Francia non esiste spareggio: la lista finisce con un sorteggio. Il barrage dell'articolo 519, andata e ritorno fra la 16ª della Ligue 1 e la vincente dei play-off di Ligue 2 (disputati fra 3ª, 4ª e 5ª), è un'altra cosa, perché si gioca a prescindere da qualsiasi parità.

L'articolo 15 del regolamento specifico della CBF parte da dove non parte nessun altro: maggior numero di vittorie. Poi arrivano la differenza reti, i gol fatti, lo scontro diretto, il minor numero di cartellini rossi, quello dei gialli e il sorteggio. Lo scontro diretto è definito come la somma dei punti di andata e ritorno e, se anche quei punti sono pari, come la differenza reti delle due partite; quando le squadre in parità sono più di due, quel quarto criterio semplicemente non viene considerato e si salta direttamente ai rossi. Spareggi non ne esistono in nessun caso: l'articolo 14 assegna il titolo a chi somma più punti, l'articolo 8 retrocede le ultime quattro della classifica finale e l'articolo 15 si chiude con un sorteggio.

Quando il formato vieta lo scontro diretto

L'articolo 18 del regolamento della Champions League mette in fila dieci criteri per la fase campionato: differenza reti, gol fatti, gol fatti in trasferta, vittorie, vittorie in trasferta, maggior somma dei punti degli avversari affrontati, miglior differenza reti complessiva di quegli avversari, gol da loro segnati, meno punti disciplinari (rosso 3, giallo 1, espulsione per doppio giallo 3) e miglior coefficiente per club. Lo scontro diretto non compare in nessuna delle dieci caselle e non esiste spareggio: la lista finisce con il coefficiente. Il motivo è meccanico: i club sono 36 e ognuno affronta solo otto avversari diversi in gara unica, quattro in casa e quattro fuori, per un totale di 144 partite in otto giornate. La maggior parte delle coppie di club in parità non si è mai incrociata.

La FIFA fa l'opposto nella fase a gironi, dove tutti si affrontano. L'articolo 13 del regolamento del Mondiale parte dai punti nelle partite fra le squadre in parità, prosegue con la differenza reti di quelle partite e con i gol segnati in esse; se restano squadre appaiate, gli stessi tre criteri si riapplicano solo alle partite fra quelle rimaste, e poi entrano la differenza reti di tutte le gare del girone, i gol segnati in tutte le gare del girone e il punteggio di condotta (il giallo toglie 1 punto, il rosso indiretto 3, il rosso diretto 4 e il giallo più rosso diretto 5). Se la parità resiste, decide l'edizione più recente del Ranking mondiale maschile FIFA/Coca-Cola e, se serve, quelle precedenti: niente partita in più e niente sorteggio. La stessa FIFA abbandona lo scontro diretto quando ordina le otto migliori terze (punti del girone, differenza reti, gol fatti, condotta e ranking), perché quelle squadre stanno in gironi diversi e non si sono mai incontrate. Il criterio non lo sceglie una filosofia: lo sceglie il formato.

La parità che finisce in campo esiste in quattro delle otto competizioni, e nemmeno lì funziona allo stesso modo. In Premier League è una partita unica in campo neutro, con formato, data e sede stabiliti dal Consiglio direttivo. In LaLiga è una partita in campo neutro designato dalla RFEF, sentite LALIGA e le società coinvolte, e non è riservata al titolo o alla retrocessione: vale per qualsiasi posizione della classifica. In Serie A i formati sono due: il titolo si decide in uno spareggio in gara unica sul campo della meglio piazzata secondo la classifica avulsa, senza tempi supplementari e con i rigori diretti, mentre la salvezza fra la 17ª e la 18ª si gioca con andata e ritorno, con il ritorno in casa della meglio piazzata secondo la classifica avulsa, e passa chi segna più gol nelle due partite, senza supplementari e con i rigori se l'equilibrio resiste. In Bundesliga è l'Entscheidungsspiel in campo neutro, e solo a stagione conclusa. Le altre quattro non arrivano mai in campo: Ligue 1 e Brasileirão finiscono con un sorteggio, la Champions con il coefficiente per club e il Mondiale con il Ranking mondiale FIFA. Chi chiede perché la stessa parità di punti produca campioni diversi a seconda del paese sta chiedendo, senza saperlo, quanto è ampio il campione di partite che ogni regolamento ha deciso di guardare, e quella decisione si prende competizione per competizione, articolo per articolo.

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Domande frequenti

Perché non esiste una regola unica per le parità in classifica?
Perché non esiste un regolamento unico. Ogni competizione fissa il proprio ordine di criteri e, negli otto regolamenti consultati, i punti di partenza diversi sono quattro: differenza reti generale, punti negli scontri diretti, differenza reti negli scontri diretti e numero di vittorie, quest'ultimo solo nel Brasileirão. Nessun documento ufficiale di lega, della UEFA o della FIFA spiega il motivo di quella scelta.
La regola italiana sulle parità è definitiva?
No. Il Consiglio Federale della FIGC approva una deroga all'articolo 51 delle NOIF valida per una sola stagione, e il Comunicato Ufficiale n. 244/A del 27 maggio 2026 è quello in vigore per la stagione 2026/2027. Il suo ordine generale è la classifica avulsa: punti negli scontri diretti, differenza reti in quegli scontri, differenza reti dell'intero campionato, gol segnati e sorteggio.
Gli spareggi esistono ancora?
Sì, in quattro delle otto competizioni consultate. La Premier League lo prevede in campo neutro solo per titolo, retrocessione o qualificazione a un'altra competizione e solo fra due club; LaLiga in campo neutro e per qualsiasi posizione; la Serie A solo per il titolo e per la coppia 17ª/18ª; la Bundesliga in campo neutro e solo a stagione conclusa. Non esistono nel Brasileirão, in Ligue 1, nella fase campionato di Champions né nella fase a gironi del Mondiale.
Perché la Champions League non usa lo scontro diretto?
Perché nella fase campionato la maggior parte dei club in parità non si è mai affrontata: le squadre sono 36 e ognuna gioca contro otto avversari diversi in gara unica, per 144 partite in otto giornate. L'articolo 18 del regolamento elenca dieci criteri e nessuno è lo scontro diretto. La lista finisce con il coefficiente per club, senza alcuno spareggio.
Che cosa succede se due club sono in parità a metà classifica in Premier League?
Niente: la regola C.7 stabilisce che due club con gli stessi punti, la stessa differenza reti e gli stessi gol fatti occupano la stessa posizione. I criteri della regola C.17 si attivano solo quando bisogna decidere il titolo, la retrocessione o la qualificazione a un'altra competizione. Fuori da quei tre casi lo scontro diretto non viene nemmeno consultato.