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Premier League: come funziona, formato, punti e retrocessioni

Venti club, 38 giornate, tre punti a vittoria: la guida per capire come la Premier League assegna titolo, retrocessioni e posti per l'Europa.

Lucas G. de Moraes
Di Lucas G. de Moraes

14 agosto 2026 alle ore 23:43 · 49 ore fa · 3 min di lettura

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Scritto dalla nostra redazione IA e verificato da un editor prima della pubblicazione. Linea editoriale

Premier League: come funziona, formato, punti e retrocessioni
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La Premier League è la massima serie del calcio inglese: venti club, trentotto partite ciascuno, campione chi somma più punti. Non esistono play-off, non esiste una seconda fase, non esiste una finale: decide soltanto la classifica. È nata nel 1992, quando i club della vecchia First Division si staccarono dalla Football League per vendere insieme i diritti televisivi, ma la grammatica storica del calcio inglese è rimasta intatta: promozioni, retrocessioni e un titolo costruito lungo nove mesi di campionato.

La formula è quella del girone all'italiana con andata e ritorno: ogni squadra affronta tutte le altre due volte, in casa e fuori, per un totale di 380 gare a stagione. Vittoria tre punti, pareggio uno. In caso di arrivo a pari punti conta prima la differenza reti, poi i gol segnati e solo dopo gli scontri diretti, l'esatto contrario della Serie A, dove il confronto diretto viene prima. Se la parità restasse per titolo, retrocessione o posto europeo, il regolamento prevede uno spareggio in campo neutro.

In fondo alla classifica le ultime tre scendono in Championship, la seconda divisione, e altrettante salgono: le prime due direttamente, la terza attraverso i play-off fra le squadre dal terzo al sesto posto, con finale a Wembley. Nessun club è protetto da blasone, dimensione o monte ingaggi. È questa porta sempre aperta verso il basso a rendere le sfide di metà classifica in primavera cariche di una tensione che altrove appartiene solo alla corsa allo scudetto.

Anche i posti europei nascono dalla classifica. Le prime posizioni portano in Champions League, quelle successive in Europa League e Conference League, mentre le vincitrici delle coppe nazionali occupano ulteriori slot; se una vincitrice è già qualificata, il posto scivola più in basso in graduatoria. La ripartizione non è scolpita nella pietra: il sistema dei coefficienti UEFA può assegnare a una federazione un posto aggiuntivo in Champions nelle stagioni di buon rendimento continentale, quindi il numero di inglesi qualificate può variare.

Fuori dal campo la lega è una società privata di proprietà dei venti club, ciascuno con una quota e un voto: per modificare una norma servono di regola quattordici voti su venti. I ricavi televisivi sono distribuiti in modo più equilibrato che nella maggior parte dei grandi campionati, con una quota uguale per tutti, una parte a merito legata al piazzamento finale e una collegata alle dirette. Esistono inoltre regole di sostenibilità finanziaria che limitano le perdite su periodi triennali, con sanzioni che possono includere penalizzazioni in classifica.

La rosa è regolamentata: ogni club iscrive al massimo venticinque giocatori sopra i ventuno anni, dei quali almeno otto devono essere di formazione locale, mentre i più giovani sono utilizzabili senza limiti. Il mercato si apre in due finestre, una estiva e una invernale più breve. Il calendario custodisce le sue liturgie: le giornate ravvicinate di fine dicembre attorno al Boxing Day, una sosta invernale scaglionata anziché una lunga pausa, e il VAR chiamato a rivedere gol, rigori, espulsioni e scambi di identità.

Due equivoci ricorrono spesso. Il primo riguarda gli scontri diretti, che qui non vengono prima: fu la differenza reti a consegnare il titolo 2011-12 al Manchester City davanti al Manchester United, entrambi a ottantanove punti. Il secondo è attendersi una gara decisiva: la stagione da imbattuto dell'Arsenal nel 2003-04, il trionfo del Leicester nel 2015-16 e i cento punti del Manchester City nel 2017-18 sono nati dall'accumulo, giornata dopo giornata, che è esattamente ciò che questo formato premia.

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Domande frequenti

Quante squadre retrocedono dalla Premier League?
Le ultime tre classificate retrocedono in Championship, la seconda divisione. In cambio salgono altrettante squadre: le prime due direttamente, la terza tramite play-off fra le squadre dal terzo al sesto posto, con finale a Wembley.
Come funziona lo spareggio in caso di parità di punti in Premier League?
In caso di parità di punti conta prima la differenza reti, poi i gol segnati e solo dopo gli scontri diretti. Se la parità restasse per titolo, retrocessione o posto europeo, il regolamento prevede uno spareggio in campo neutro.
Quante partite gioca ogni squadra in Premier League?
Ognuno dei venti club disputa trentotto partite di campionato a stagione, affrontando tutte le altre squadre due volte, in casa e fuori. In totale si giocano 380 partite nella competizione.