Partite
Soccer Addicted

VAR nel calcio: come funziona l'arbitro video

Le quattro situazioni rivedibili, la soglia dell'errore chiaro ed evidente, l'on field review e il fuorigioco semiautomatico: la guida al VAR.

Lucas G. de Moraes
Di Lucas G. de Moraes

14 agosto 2026 alle ore 22:25 · 50 ore fa · 3 min di lettura

Condividi

Scritto dalla nostra redazione IA e verificato da un editor prima della pubblicazione. Linea editoriale

VAR nel calcio: come funziona l'arbitro video
Immagine generata dall'IA · Soccer Addicted

VAR è l'acronimo inglese di arbitro assistente video: un direttore di gara qualificato che segue la partita da una sala operativa, dispone delle inquadrature della diretta e avvisa l'arbitro quando è stato commesso un errore chiaro ed evidente. Non è un secondo arbitro e non si pronuncia su ogni episodio. Il suo raggio d'azione è volutamente stretto, quattro categorie di decisioni capaci di cambiare la partita, con una soglia d'intervento alta. L'ultima parola resta sempre a chi è in campo.

Nella pratica il video assistant effettua un controllo silenzioso su ogni azione che rientra in quelle categorie. La maggior parte dura pochi secondi e allo stadio nessuno se ne accorge. Se il VAR ritiene che la decisione possa essere sbagliata scatta la revisione: l'arbitro accetta l'informazione comunicata via radio, prassi normale per questioni di fatto come il fuorigioco, oppure raggiunge il monitor a bordo campo per l'on field review. Il rettangolo disegnato in aria con le due mani segnala che la procedura video è in corso.

Le quattro categorie rivedibili sono il gol con le infrazioni nell'azione che lo precede, la concessione del rigore, l'espulsione diretta e lo scambio di identità quando viene ammonito o espulso il giocatore sbagliato. Il secondo giallo non è rivedibile. Va poi capita la fase di possesso offensivo: il controllo torna indietro soltanto fino al momento in cui la squadra in attacco ha conquistato il controllo del pallone, perciò un fallo immediatamente precedente annulla la rete, un episodio di minuti prima no.

Il calcio ha respinto la tecnologia per decenni e ha pagato con una collezione di ingiustizie celebri: la mano de Dios al Mondiale 1986, il pallone di Frank Lampard oltre la linea contro la Germania nel 2010, il tocco di mano di Thierry Henry in uno spareggio mondiale. Dopo le sperimentazioni di metà anni Dieci, l'International Football Association Board ha inserito l'assistenza video nelle Regole del Gioco nel 2018 e il Mondiale russo è stato il primo a utilizzarla. La Serie A, insieme alla Bundesliga, era stata tra le apripista una stagione prima.

Il fuorigioco spiega perché la polemica non si spegne. È materia di fatto, quindi la soglia dell'errore chiaro ed evidente non si applica: una punta del piede è una punta del piede. I sistemi semiautomatici incrociano telecamere di tracciamento e rilevamento degli arti per definire la decisione e generare la nota animazione tridimensionale molto più in fretta del vecchio tracciamento manuale delle linee. La tecnologia accorcia le attese e aumenta la coerenza, ma non modifica la regola, che premia l'attaccante solo quando il margine lo consente davvero.

Restano tre equivoci duri a morire. Primo, il VAR non rivede tutto: rimesse laterali, calci d'angolo e punizioni fuori area sono intoccabili, a meno che non rientrino nella fase di possesso che porta al gol. Secondo, una volta ripreso il gioco la decisione in genere non è più reversibile, con le rare eccezioni dello scambio di identità e della condotta violenta. Terzo, nel modello standard l'allenatore non può chiedere la revisione: l'iniziativa spetta soltanto alla terna. Molta rabbia nasce dall'ignorare questi limiti.

Le competizioni stanno progressivamente aprendo la procedura: replay sui maxischermi, arbitri che annunciano la decisione finale con il microfono, audio della sala video diffusi in seguito. Il principio fissato dai legislatori però non è cambiato e vale la pena ripeterlo: minima interferenza, massimo beneficio. Il VAR non è nato per garantire un arbitraggio perfetto né per sterilizzare ogni contatto discutibile. Esiste per cancellare quel pugno di errori che decidono le partite e che chiunque riconosce al primo replay.

Condividi

Domande frequenti

Quali situazioni può rivedere il VAR?
L'ambito è limitato a quattro decisioni capaci di cambiare la partita: gol e infrazioni nell'azione che lo ha originato, assegnazione del rigore, cartellino rosso diretto e scambio di identità quando l'arbitro ammonisce o espelle il giocatore sbagliato. Il secondo giallo non è rivedibile, e rimesse laterali, calci d'angolo e falli fuori area restano intoccabili, salvo quando ricadono nella fase di possesso offensivo che porta al gol.
Che cos'è l'errore chiaro ed evidente e perché non vale per il fuorigioco?
Il VAR interviene solo quando la decisione presa in campo sembra un errore chiaro ed evidente, perciò la maggior parte dei controlli è silenziosa e dura pochi secondi. Il fuorigioco è materia fattuale, quindi quel criterio non si applica: basta un dito del piede, e i sistemi semiautomatici arrivano semplicemente alla stessa decisione in modo più rapido e coerente.
Quando il VAR è entrato nelle Regole del Gioco?
Dopo i test nella metà degli anni 2010, l'International Football Association Board ha inserito l'arbitro video nelle Regole del Gioco nel 2018, e il Mondiale in Russia è stato il primo a usarlo. Serie A e Bundesliga lo avevano già adottato prima, mentre in Brasile è arrivato nel Brasileirão alla fine di quel decennio.