Il fattore campo: quanto vale, e cosa ha dimostrato la pandemia al riguardo
Un esperimento che nessuno aveva pianificato, gli stadi vuoti del covid-19, ha misurato per la prima volta su larga scala quanto del fattore campo venga dal pubblico e quanto da qualcos'altro.

20 settembre 2026 alle ore 16:50 · 1 ore fa · 7 min di lettura

Per oltre un secolo, giocare in casa è stato considerato un vantaggio ovvio nel calcio, ma raramente misurato con precisione. Le cose sono cambiate tra il 2020 e il 2021: quando la pandemia di covid-19 ha svuotato gli stadi di tutto il mondo per mesi, i ricercatori hanno avuto, per la prima volta, un esperimento su larga scala per separare quanto del fattore campo derivi dal pubblico e quanto da altri fattori.
Quanto vale il fattore campo
In sette competizioni europee, tra le stagioni 2011/12 e 2020/21, il 46% delle partite si è concluso con una vittoria interna, il 28% con un pareggio e solo il 26% con una vittoria esterna, quasi il doppio delle partite vinte in casa rispetto a quelle vinte in trasferta. In Premier League, tra il 1992/93 e il 2019/20, il rapporto storico tra vittorie interne ed esterne era di quasi 1,7 a 1. In Bundesliga, l'ultima stagione pienamente normale prima della pandemia, la 2018/19, aveva un fattore campo misurato al 57,63%.
L'esperimento che la pandemia ha fatto senza volerlo
Con il pubblico bandito dagli stadi nel 2020 e nel 2021, l'effetto è comparso quasi subito nei numeri. Un'ampia indagine sul calcio europeo ha mostrato le vittorie esterne salire dal 28,5% (2012-13) al 32,5% (2020-21), e in alcuni campionati il salto è stato ancora maggiore: nel campionato francese, dal 27,9% al 36,8%; nel Championship inglese, dal 30,3% al 36,7%; nel campionato tedesco, la percentuale di vittorie interne è scesa dal 45,1% al 36,5%.
Uno studio ha misurato il fattore campo al 17,8% con pubblico, e ad appena il 2,6% nelle partite a porte chiuse, una differenza statisticamente equivalente a zero. Il vantaggio in gol è crollato da 0,50 a 0,11 a partita. Un altro studio indipendente, su 4.356 partite in 12 campionati di 8 paesi, ha trovato un calo simile: da 0,39 a 0,23 punti in più a partita in casa, e da 0,29 a 0,17 gol in più, accompagnato da meno calci d'angolo, meno tiri e meno tiri in porta della squadra di casa.
In Bundesliga in particolare, il fattore campo misurato al 54,35% nelle partite con pubblico (223 partite) è sceso al 44,1% nelle partite fantasma (le 83 partite finali della stagione 2019/20), abbastanza da invertire il bilancio della squadra di casa, che è passata dal vincere più di quanto perdesse al perdere più di quanto vincesse in quel tratto finale. In Italia, confrontando le stagioni 2018/19 e 2020/21, il fattore campo della Serie B è sceso dal 62,8% al 56,1%.
| Prima e dopo gli stadi vuoti | Con pubblico | Senza pubblico |
|---|---|---|
| Vittorie interne (studio europeo, 12 campionati) | 46% | 36% |
| Vantaggio in punti a partita (12 campionati, 8 paesi) | 0,39 | 0,23 |
| Vantaggio in gol a partita (12 campionati, 8 paesi) | 0,29 | 0,17 |
| Bundesliga, fattore campo | 54,35% | 44,1% |
In Premier League 2020/21, disputata quasi interamente senza pubblico, il fattore campo si è ridotto del 44% rispetto alla media pre-pandemia, abbastanza da azzerare quasi del tutto la differenza tra giocare in casa e in trasferta. L'effetto è stato molto più debole nelle divisioni inferiori inglesi, calate tra il 18% e il 29%.
Perché succede: tre ipotesi messe alla prova
La spiegazione più studiata è il bias arbitrale indotto dal pubblico. Uno studio ha rilevato che, con lo stadio pieno, la squadra ospite riceve più falli fischiati contro, più cartellini gialli e più cartellini rossi rispetto alla squadra di casa, una differenza che scompare quasi del tutto nelle partite senza pubblico. Un'altra indagine ha messo un numero esatto sul fenomeno: senza pubblico, le squadre di casa hanno ricevuto in media 0,78 falli in più fischiati contro e 0,11 cartellini gialli in più a partita, rispetto a partite equivalenti con pubblico.
La seconda ipotesi, la stanchezza da viaggio della squadra ospite, ha perso forza nel tempo. Uno studio su 57 anni di Bundesliga (1964-2020) ha trovato un effetto statisticamente significativo della distanza percorsa dalla squadra ospite sul fattore campo nel periodo 1964-1989, ma quell'effetto si è quasi dimezzato ed è cessato di essere statisticamente rilevante tra il 1990 e il 2020.
La terza ipotesi, la familiarità con il campo, ha prodotto forse il risultato più sorprendente. Uno studio ha analizzato derby disputati nello STESSO stadio, Milan-Inter, Roma-Lazio, tra il 1988-89 e il 2003-04, e non ha trovato alcun vantaggio per la squadra designata come padrona di casa: in media, ha totalizzato solo 1,14 punti a partita, contro 1,42 dell'ospite, persino con tutto il pubblico locale nello stadio. Nelle partite normali delle stesse squadre, contro avversari di forza simile, il fattore campo riappariva con forza: 1,64 punti a partita in casa contro 0,91 in trasferta.
Il recupero dopo il ritorno del pubblico
Non appena il pubblico è tornato negli stadi, è tornato anche il fattore campo. In Premier League, il rapporto tra vittorie interne ed esterne è salito a 1,26 nel 2021/22 e, già nel 2022/23, era tornato al livello storico pre-pandemia. In Bundesliga, la stagione 2020/21, con divieto parziale di pubblico, mostrava già un fattore campo molto vicino a quello registrato nel 2018/19; nella stagione successiva, con capienza di pubblico variabile, l'effetto ha seguito una relazione a forma di U con il tasso di occupazione dello stadio: più spalti pieni, più vantaggio.
Come varia il vantaggio tra i campionati oggi
Con il pubblico tornato, l'entità del fattore campo resta diversa da campionato a campionato. Tra i cinque grandi campionati europei, è nella Liga che giocare in casa pesa di più, con il 62,68% dei punti conquistati in casa nella stagione in corso; la Bundesliga è quella che dipende meno dal fattore campo tra le cinque, con il 57,08%.
| Campionato | % di punti conquistati in casa |
|---|---|
| Liga | 62,68% |
| Ligue 1 | 60,38% |
| Bundesliga | 57,08% |
| Premier League | 56,32% |
| Serie A | 52,94% |
Guardando il tasso di vittorie interne (non i punti) in 29 campionati di tutto il mondo, tra il 2022 e il 2026, il Championship inglese, la serie B del paese, guida con il 47,17%, persino più alto della Premier League. La Chinese Super League ha il tasso più basso tra i 29, al 39,79%, un divario di oltre sette punti percentuali tra la vetta e il fondo della classifica.
In Brasile, il Brasileirão Série A 2026 è arrivato alla 27ª giornata con le squadre di casa che hanno vinto il 47% delle partite, contro il 29% di pareggi e il 24% di vittorie esterne, cifre nello stesso intervallo dei grandi campionati europei. Uno studio accademico su dieci anni di dati del Brasileirão (dal 1998 al 2007, 3.836 partite) aveva già rilevato che i club vincevano, in media, il 25% in più giocando in casa rispetto che in trasferta.
Il caso estremo: l'altitudine
Nessun fattore isolato produce un vantaggio grande quanto un dislivello di altitudine. In un'ipotetica partita tra Bolivia e Brasile, con la differenza di 3.695 metri di altitudine tra La Paz e il livello del mare, la squadra di casa boliviana ha una probabilità di vittoria stimata all'82,5%, contro appena il 53,7% quando entrambe le squadre giocano alla stessa altitudine. È la stessa logica, portata all'estremo, che spiega perché le nazionali sudamericane sono state storicamente riluttanti a giocare le qualificazioni a La Paz o a Quito.
Il quadro completo, quindi, è più complicato di "il pubblico spinge la squadra": parte del fattore campo viene davvero dal sostegno degli spalti, e sparisce quasi del tutto senza di esso, ma un'altra parte viene da cose che non hanno nemmeno bisogno del pubblico presente per essere spiegate, come conoscere ogni dettaglio del terreno di gioco o semplicemente respirare un'aria più rarefatta dell'avversario.
Il vantaggio del fattore campo dipende più dal pubblico o dall'arbitro?
Correzione: il testo diceva "4.844 partite in 11 paesi" e un calo "da 0,39 a 0,22 punti" e "da 0,29 a 0,15 gol". La fonte citata (PMC8566522) riporta 4.356 partite in 12 campionati di 8 paesi, con un calo da 0,39 a 0,23 punti a partita e da 0,29 a 0,17 gol a partita.
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- SciELO: O fator casa no futebol brasileiro
- UNC PIT Journal: Home advantage in soccer
Domande frequenti
- Quanto vale il fattore campo nel calcio?
- In sette competizioni europee tra il 2011/12 e il 2020/21, il 46% delle partite è terminato con una vittoria interna, contro il 26% di vittorie esterne, quasi il doppio.
- Il fattore campo è davvero calato nelle partite a porte chiuse della pandemia?
- Sì, in modo misurabile. Uno studio su oltre 4.300 partite di 12 campionati europei ha rilevato un calo del 41% nel vantaggio di punti e gol della squadra di casa senza pubblico.
- Il pubblico influenza l'arbitraggio?
- Gli studi lo suggeriscono: con lo stadio pieno, la squadra ospite riceve più falli e cartellini fischiati contro; senza pubblico, quel divario quasi scompare.
- Quale campionato ha il maggior fattore campo?
- Tra 29 campionati analizzati (2022-2026), il Championship, la serie B inglese, guida con il 47,17% di vittorie interne. La Chinese Super League ha il tasso più basso, 39,79%.
- La familiarità con lo stadio conta più del pubblico?
- Nei derby giocati nello stesso stadio, come Milan-Inter, uno studio non ha trovato alcun vantaggio per la squadra designata come padrona di casa, nemmeno con tutto il pubblico locale presente, perché l'ospite conosceva il campo altrettanto bene.
- Qual è il caso più estremo di fattore campo?
- Le partite con un grande dislivello di altitudine. Nello scenario Bolivia contro Brasile, con 3.695 metri di differenza di altitudine, la squadra di casa boliviana ha l'82,5% di probabilità di vincere, contro il 53,7% quando le due squadre giocano alla stessa altitudine.






