Quanto dura una partita di calcio: recupero e tempi supplementari
Una partita di calcio dura 90 minuti in due tempi da 45, più il recupero. Ecco come funzionano interruzioni, supplementari e calci di rigore.


Una partita di calcio dura 90 minuti, divisi in due tempi da 45, separati da un intervallo che non può superare i quindici minuti. A questo totale l'arbitro aggiunge il tempo perso nelle interruzioni: il recupero. È la regola 7 delle Regole del Gioco, custodite dall'IFAB, e vale in Serie A come in Champions League o in qualsiasi competizione professionistica del mondo. La durata ufficiale, dunque, è di 90 minuti, ma il tempo realmente trascorso fra il fischio d'inizio e quello finale è sempre superiore.
La grande particolarità del calcio è che il cronometro non si ferma mai. L'arbitro è l'unico cronometrista: lascia scorrere il tempo durante le interruzioni e lo compensa al termine di ciascuna frazione. Si recupera per le sostituzioni, per la valutazione e l'uscita dei calciatori infortunati, per i provvedimenti disciplinari, per le esultanze, per le pause di idratazione, per i controlli e le revisioni del VAR e per ogni evidente perdita di tempo. Il quarto uomo espone il minimo sul tabellone; se nel frattempo arrivano nuove soste, l'arbitro può allungare ancora.
Due dettagli che confondono
Due dettagli confondono anche il tifoso più smaliziato. Il primo: la cifra sul tabellone è un pavimento, non un tetto. La frazione finisce quando l'arbitro fischia, non quando scadono i minuti annunciati. Il secondo: se un rigore viene concesso o deve essere ripetuto allo scadere, il tempo si prolunga esclusivamente per consentire l'esecuzione del tiro. La durata dei tempi può anche essere ridotta, ma soltanto per accordo preventivo fra arbitro e squadre e se il regolamento lo consente, come accade nel calcio giovanile.
Nelle gare a eliminazione diretta il pareggio dopo 90 minuti può portare ai tempi supplementari: due frazioni da quindici minuti, giocate per intero, senza golden gol. Le squadre cambiano campo dopo una pausa brevissima e ogni frazione ha il proprio recupero. Se l'equilibrio resiste, decidono i calci di rigore. Attenzione però: la lotteria dal dischetto non rientra nella durata della gara. A livello statistico la partita resta un pareggio, con la qualificazione annotata a parte, come in tante notti di Coppa Italia.
Eredità vittoriana ed esperimenti abbandonati
Lo standard dei 90 minuti è un'eredità vittoriana. Quando nell'Ottocento i club di città inglesi diverse cominciarono ad affrontarsi, ognuno portava le proprie consuetudini sulla durata: i 90 minuti emersero come compromesso e il gioco codificato li rese definitivi. Ai margini non sono mancati esperimenti: il golden gol e il silver gol, usati nei grandi tornei degli anni Novanta, furono abbandonati all'inizio dei Duemila perché rendevano i supplementari timorosi anziché aperti. La frazione da 45 minuti, invece, non è mai stata davvero messa in discussione.
Vale la pena smontare qualche equivoco. La partita non finisce quando l'orologio televisivo segna 90, ma al fischio dell'arbitro. Il direttore di gara può chiudere la frazione con il pallone in gioco, anche se la consuetudine è attendere una fase neutra invece di troncare un'azione promettente. Le pause per il caldo si sommano al tempo regolamentare, non vengono assorbite. E una gara sospesa in via definitiva non produce un risultato automatico: è il regolamento della competizione a stabilire se si ripete, si riprende o si assegna a tavolino.
L'arbitraggio moderno ha allungato la durata complessiva. Seguendo le indicazioni dell'IFAB per compensare con maggiore fedeltà il tempo perduto, i direttori di gara conteggiano con più rigore esultanze, cambi e interventi dei sanitari, e i recuperi generosi non stupiscono più nessuno. Di contro, in una partita tipo il pallone rotola effettivamente molto meno dei 90 minuti nominali. Proprio questa distanza fra tempo di cronometro e tempo di gioco riporta ciclicamente nel dibattito regolamentare l'ipotesi del tempo effettivo cronometrato.
Quanto dura davvero la partita, all'orologio
Il regolamento dà il conto: novanta minuti, più quindici di intervallo, più quello che l'arbitro concede. L'archivio permette di chiudere il conto con un numero, perché la scheda di ogni partita conserva due cose indipendenti: il cartello alzato dal quarto uomo e i fischi di inizio e fine di ciascun tempo, al secondo. I due concordano, con l'orologio circa due minuti sopra il cartello, che è il tempo per finire l'azione in corso. La finestra è il 2022 e il 2023, e non è stata scelta: è dove il dato esiste in entrambe le forme, come mostra la seconda tabella.
| Competizione | Recupero annunciato nel secondo tempo, 2022 | Nel 2023 | Variazione | Durata totale nel 2023, all'orologio |
|---|---|---|---|---|
| Brasileirão | 4,92 | 7,00 | +2,08 | 103,7 min |
| Brasileirão Série B | 4,55 | 7,06 | +2,50 | 103,4 min |
| Liga MX | 4,07 | 6,27 | +2,20 | 102,5 min |
| Primeira Liga | 5,33 | 6,16 | +0,83 | 101,3 min |
| EFL Championship | 4,50 | 5,60 | +1,09 | 100,8 min |
| J1 League | 5,08 | 5,51 | +0,43 | 100,8 min |
| LaLiga | 5,02 | 5,48 | +0,46 | 100,5 min |
| Serie B | 4,55 | 5,34 | +0,79 | 100,4 min |
| Segunda División | 5,00 | 5,39 | +0,40 | 100,3 min |
| Bundesliga | 3,50 | 4,63 | +1,14 | 100,1 min |
| 2. Bundesliga | 3,63 | 4,96 | +1,34 | 100,1 min |
| Serie A | 4,38 | 5,15 | +0,77 | 99,6 min |
| Conference League | 4,25 | 4,95 | +0,70 | 99,3 min |
| Europa League | 4,14 | 4,88 | +0,74 | 99,2 min |
| J2 League | 4,48 | 4,83 | +0,35 | 99,2 min |
| Champions League | 3,69 | 4,91 | +1,22 | 99,1 min |
| Premier League | 4,70 | 5,69 | +0,99 | 99,0 min |
| Ligue 1 | 3,64 | 4,50 | +0,86 | 98,9 min |
| Eredivisie | 4,51 | 4,71 | +0,20 | 98,9 min |
| Ligue 2 | 3,56 | 4,62 | +1,06 | 98,8 min |
La prima lettura risponde al titolo di questa guida: nel 2023 nessuna di quelle venti competizioni stava in novanta minuti e nient'altro. La più corta, la Ligue 2, si è fermata a novantotto minuti e quarantotto secondi di cronometro; la più lunga, il Brasileirão, a centotré minuti e quarantadue. Sono quasi cinque minuti fra il campionato più rapido e il più lento, il che significa che la risposta onesta a quanto dura una partita dipende da dove si gioca.
La seconda lettura sta nella colonna della variazione, ed è la più forte dell'archivio: fra il 2022 e il 2023 il recupero annunciato nel secondo tempo è salito in VENTI delle venti competizioni confrontabili. Nessuna è scesa. Gli aumenti maggiori sono sudamericani e messicano, con la Brasileirão Série B a due minuti e mezzo e la Liga MX a due e venti; il minore è l'Eredivisie, a venti centesimi. Il confronto si fa dentro ciascuna competizione, e non per caso: la media nel mucchio sale quando cambia la miscela delle competizioni, senza che un solo arbitro cambi comportamento. Cinque coppe sono rimaste fuori dal conteggio per campione insufficiente in uno dei due anni.
| Anno | Partite concluse nell'archivio | Con il dato del cronometro |
|---|---|---|
| 2021 | 9.116 | 100% |
| 2022 | 8.162 | 100% |
| 2023 | 8.566 | 100% |
| 2024 | 4.666 | 0% |
Quest'ultima tabella è l'avvertenza, e pesa più di quanto sembri. Il dato del cronometro c'è in tutte le partite concluse fino al 2023 e in nessuna dal 2024 in poi: il percorso che costruisce lo storico chiedeva quel campo al fornitore e quello che sincronizza il quotidiano non lo chiedeva. Abbiamo corretto la richiesta il 25 settembre 2026, quindi il dato ricomincia a crescere da qui; all'indietro, solo con una nuova acquisizione. Per questo tutto ciò che è qui viene dal 2023 e non da oggi, e per questo la guida non afferma che la tendenza sia continuata. Misurato il 25 settembre 2026 su 16.728 partite concluse del 2022 e del 2023, con la durata di ogni tempo presa dai fischi e il recupero preso dal cartello; i tempi supplementari e i calci di rigore restano fuori, perché il conto riguarda i novanta minuti.
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Domande frequenti
- Perché nel calcio il cronometro non si ferma?
- La regola 7 indica l'arbitro come unico cronometrista, mantenendo una tradizione delle prime regole codificate del gioco. Invece di fermare l'orologio, l'arbitro compensa le interruzioni con il recupero al termine di ogni frazione.
- Quanto durano i tempi supplementari?
- I supplementari sono due frazioni da quindici minuti, giocate per intero, separate da un semplice cambio di campo. Ciascuna frazione ha il proprio recupero e, se il pareggio resiste, si passa ai calci di rigore.
- L'arbitro può fischiare prima della fine del recupero indicato?
- No. Il tempo esposto dal quarto uomo è un minimo e può essere ampliato se arrivano nuove interruzioni. Inoltre la frazione va prolungata se resta da battere un calcio di rigore.
- Quanto dura davvero, all'orologio, una partita di 90 minuti?
- Fra 98,8 e 103,7 minuti di cronometro, a seconda della competizione. Nel 2023 la più corta delle venti competizioni misurate è stata la Ligue 2, con 98 minuti e 48 secondi, e la più lunga il Brasileirão, con 103 minuti e 42. Nessuna delle venti stava in 90 minuti. Aggiungendo i 15 dell'intervallo, la partita occupa fra 1h54 e 1h59 dell'orologio di chi guarda. Misurato sul 2022 e sul 2023, la finestra in cui l'archivio conserva l'ora di ogni fischio.






