Vai al contenutoVai al menu
Prossime partite
Soccer Addicted Worldwide Journal

Regole del gioco →

Calci di rigore: come funziona la lotteria, regole e casi

Come funzionano i calci di rigore: ordine dei tiratori, chi può calciare, oltranza, regole del portiere e quando il tiro va ripetuto.

Calci di rigore: come funziona la lotteria, regole e casi
Immagine generata dall'IA · Soccer Addicted

I calci di rigore (nelle Regole del Gioco, tiri dal punto del calcio di rigore) sono la procedura che decide una gara a eliminazione diretta rimasta in parità dopo i tempi regolamentari e, dove previsti, dopo i supplementari. Non fanno parte della partita: il risultato resta ufficialmente un pareggio e le reti segnate nella serie non entrano in alcuna classifica marcatori. Servono soltanto a stabilire chi passa il turno. Eppure, dietro l'apparente semplicità, si nasconde un regolamento minuzioso che spesso decide più della freddezza dei tiratori.

Prima del primo tiro l'arbitro sorteggia la porta davanti alla quale si batteranno tutti i rigori; un secondo sorteggio stabilisce chi inizia, e chi vince sceglie se calciare per primo o per secondo. Possono battere solo i calciatori presenti in campo al fischio finale, compresi quelli momentaneamente usciti con il permesso dell'arbitro. I sostituti mai entrati sono esclusi. Se una squadra ha concluso in inferiorità numerica, l'altra deve ridursi allo stesso numero: è il principio della parificazione dei tiratori.

Il pareggio numerico ha una conseguenza che sfugge sugli spalti. Il giocatore escluso per pareggiare l'organico non sparisce dalla partita: è l'unico escluso che la Regola 10 autorizza a recuperare, e solo per sostituire un portiere che non può continuare. Esiste anche uno scambio disponibile in qualsiasi momento, senza bisogno di infortunio o cartellino: qualunque giocatore idoneo già in campo può semplicemente cambiare posizione con il portiere, senza dover giustificare la scelta all'arbitro. La regola esiste da quando esiste la Regola 10 stessa, e gli allenatori la usano raramente fuori da un'emergenza, più per abitudine che per obbligo.

Cinque tiri e poi a oltranza

Ogni squadra ha cinque tiri, alternati, ciascuno affidato a un giocatore diverso. La serie si ferma nell'istante in cui una squadra diventa irraggiungibile: se conduce di tre dopo tre giri, i rigori restanti non si battono. In caso di parità dopo i cinque, si va a oltranza, giro dopo giro, finché una segna e l'altra sbaglia nello stesso turno. Tutti i giocatori idonei, portieri compresi, devono aver calciato una volta prima che qualcuno possa ripresentarsi sul dischetto.

Quando i tiratori designati di entrambe le squadre hanno già calciato una volta e il punteggio resta in parità, il ciclo ricomincia, con una regola sull'ordine che confonde perfino i commentatori più esperti: la Regola 10 impone che la squadra che ha aperto il primissimo giro apra anche ogni nuovo giro completo a oltranza. Quello che cambia è che ogni squadra può rimescolare l'ordine dei propri tiratori prima di ogni nuovo giro, senza avvisare l'arbitro. Il direttore di gara, del resto, non sa mai in anticipo chi tirerà il prossimo rigore: registra il risultato solo dopo che il pallone è già stato calciato, il che rende qualunque lettura di uno "schema psicologico" nell'ordine annunciato pura speculazione di chi guarda dagli spalti.

Il singolo tiro ha una liturgia precisa. Pallone fermo sul dischetto a undici metri, tiratore indicato all'arbitro, tutti gli altri dentro il cerchio di centrocampo. Il portiere deve avere almeno parte di un piede sulla linea di porta, sopra o dietro di essa, nel momento dell'impatto, e non può appoggiarsi a pali, traversa o rete. La finta è consentita durante la rincorsa, mai dopo averla completata. Non esistono ribattute: l'azione si esaurisce quando il pallone si ferma, esce o l'arbitro interrompe.

Un dettaglio che la diretta televisiva quasi non mostra mai è dove si trova il secondo portiere della squadra che tira, il compagno dello stesso tiratore. La Regola 10 impone che resti in campo, fuori dall'area di rigore, esattamente sulla linea di porta, nel punto in cui questa incontra la linea laterale dell'area: né in panchina, né con il resto dei compagni, che aspettano a decine di metri di distanza, dentro il cerchio di centrocampo. È una posizione deliberatamente isolata, pensata per tagliare fuori qualsiasi indicazione gridata durante la rincorsa dell'avversario, anche se la regola in sé vieta solo l'interferenza che disturba il portiere avversario, non il gesto silenzioso.

Quando il rigore si ripete

Le ripetizioni sono il capitolo più frainteso. Se il portiere commette infrazione e il rigore viene sbagliato, si ripete; ma non esiste ripetizione per l'ingresso anticipato di un compagno del tiratore o di un difensore: la Regola 10 li tiene entrambi dentro il cerchio di centrocampo e non prevede questa infrazione per la serie di rigori, a differenza del rigore durante la partita. La formula entrò nelle Regole all'inizio degli anni Settanta per sostituire le gare di spareggio e il sorteggio. Il calcio italiano ne conosce entrambe le facce: la finale mondiale del 1994 persa dal dischetto e quella del 2006 vinta a Berlino allo stesso modo.

La confusione ha un'origine semplice da individuare: il rigore calciato durante la partita e il tiro della serie rispondono a due regole diverse, la 14 e la 10, e la seconda non eredita l'intero elenco di infrazioni della prima. Durante la partita, i compagni del tiratore e i difensori avversari si affollano in un'area dove il pallone è ancora in gioco, si contendono una respinta. Nella serie di rigori, i nove giocatori di movimento di ciascuna squadra che non stanno tirando aspettano nel cerchio di centrocampo, a oltre 40 metri dalla porta, e il testo vigente della Regola 10 semplicemente non tratta il loro movimento come un'infrazione che fa ripetere il tiro.

Ciò che davvero obbliga a ripetere un tiro nella serie è più breve di quanto suggerisca la leggenda popolare. Primo, un'infrazione del portiere che fa fallire il tiro: riceve un richiamo la prima volta e cartellino giallo alle successive, e il tiro viene ripetuto. Secondo, un doppio tocco accidentale dello stesso tiratore quando il pallone entra comunque, caso descritto più sotto nel dettaglio. Al di fuori di queste due ipotesi, e di un'infrazione del tiratore commessa dopo il fischio dell'arbitro, che viene registrata come tiro sbagliato con cartellino giallo per chi ha calciato, la Regola 10 non elenca nessun altro motivo di ripetizione.

Quando il rigore si ripete
SituazioneRigore durante la partita (Regola 14)Serie di rigori (Regola 10)
Dove si trovano gli altri giocatoriAd almeno 9,15 m dal dischetto, dietro di esso, in campo e fuori dall'areaDentro il cerchio di centrocampo, con entrambi i portieri fuori da esso
Il pallone rimbalza sul portiere, sul palo o sulla traversaIl tiratore può ritoccarlo e provare a segnareNon esiste respinta: il tiro finisce quando il pallone si ferma, esce o l'arbitro interrompe
Un compagno del tiratore entra in anticipoSanzionato solo se disturba chiaramente il portiere, o se gioca il pallone e questo crea o impedisce un golNessuna ripetizione prevista: si trova nel cerchio di centrocampo, lontano dall'azione
Un difensore entra in anticipoSanzionato solo se disturba chiaramente il tiratore, o se gioca il pallone e questo impedisce il golStessa assenza di previsione: la Regola 10 non tratta questo ingresso come infrazione
Il portiere lascia la linea in anticipo e questo decide l'azioneSe impedisce il gol, il tiro si ripeteIl tiro si ripete; richiamo la prima volta, cartellino giallo alle successive
Doppio tocco accidentale del tiratore, il pallone entraIl tiro si ripeteIl tiro si ripete
Doppio tocco accidentale del tiratore, il pallone non entraPunizione indiretta per la squadra che difendeIl tiro viene registrato come sbagliato

La tabella mette in luce qualcosa che sfugge anche a chi segue il calcio da decenni: le due regole coincidono esattamente dove il pallone ha già toccato due volte il piede del tiratore, e divergono su tutto ciò che dipende dal movimento di terzi. Ha senso dentro la logica propria di ogni momento. Durante la partita, l'area è uno spazio conteso, pieno di giocatori che lottano per la posizione; nella serie di rigori, il terreno tra il dischetto e il cerchio di centrocampo resta praticamente vuoto, e regolare il movimento di chi sta a 40 metri di distanza equivarrebbe a regolare il nulla.

Il doppio tocco accidentale: il caso Julián Álvarez

La regola del doppio tocco accidentale è recente nella forma in cui vale oggi, e conviene separare i due scenari in cui si applica. Se il tiratore, calciando, tocca il pallone con entrambi i piedi contemporaneamente, o se il pallone colpisce il suo stesso piede d'appoggio subito dopo il contatto, ed entra comunque, il tiro si ripete, sia nel rigore durante la partita (Regola 14) sia nella serie (Regola 10). Se il pallone non entra, le due regole si separano: durante la partita, la squadra che difende ottiene una punizione indiretta; nella serie, il tiro viene semplicemente registrato come sbagliato, perché non resta nulla da far ripartire una volta che la sequenza è già andata avanti.

Il caso che ha spinto l'IFAB a precisare questa regola è avvenuto il 12 marzo 2025, nella gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Atlético Madrid e Real Madrid, al Metropolitano. La serie di rigori era già in corso quando Julián Álvarez è scivolato nel momento del tiro; il piede d'appoggio ha toccato di nuovo il pallone quasi nello stesso istante in cui questo oltrepassava la linea. Il video assistente ha individuato il doppio tocco, e l'arbitro ha annullato il gol secondo la lettura allora vigente della norma, che trattava qualunque secondo tocco, volontario o meno, come un'infrazione che invalidava il tiro. Il Real Madrid ha vinto la serie per 4 a 2.

La UEFA ha messo in discussione pubblicamente la decisione lo stesso giorno e ha portato il caso davanti all'IFAB. Il 2 giugno 2025, l'organismo ha pubblicato un chiarimento che rimanda alla Circolare 31: quando il secondo tocco è chiaramente accidentale, sia con entrambi i piedi insieme sia con la gamba d'appoggio subito dopo il tiro, e il pallone entra, il tiro viene ora ripetuto invece che annullato. Lukas Brud, segretario dell'IFAB, ha scritto che la vecchia lettura "non era direttamente coperta dalla Regola 14" e che gli arbitri avevano punito un tiratore per un tocco che "di solito avviene perché è scivolato". La modifica sarebbe dovuta entrare in vigore ufficialmente il 1° luglio 2025, ma la UEFA l'ha applicata già nella semifinale di Nations League tra Germania e Portogallo, il 4 giugno, e la FIFA l'ha adottata subito per il Mondiale per Club, iniziato il 15 giugno 2025 negli Stati Uniti con entrambi i club di Madrid tra le 32 partecipanti.

Restano due luoghi comuni da smontare. Primo: non è pura lotteria. Il portiere può muoversi lungo la linea, i rigoristi vengono studiati al video e il cucchiaio, reso celebre nella finale europea del 1976, dimostra che la lucidità batte la potenza. Secondo: un portiere infortunato durante la serie può essere sostituito solo se la squadra ha ancora un cambio disponibile, altrimenti tocca a un giocatore di movimento indossare i guanti. L'IFAB ha testato l'ordine alternato ABBA tra il 2017 e il 2018, in tornei giovanili e coppe inglesi, e lo ha abbandonato per mancanza di sostegno: resta il formato classico.

Il percorso completo, e chi indossa i guanti

L'elenco di chi può tirare, secondo la Regola 10, è più corto di quanto vorrebbero molti allenatori. Può calciare solo chi era in campo, o temporaneamente fuori con il permesso dell'arbitro, al triplice fischio della partita o dei supplementari; il sostituto mai entrato resta in panchina, senza eccezioni. Un giocatore di movimento infortunato durante la stessa serie e impossibilitato a continuare non può essere sostituito se la squadra ha già esaurito tutti i cambi consentiti nella partita: la squadra prosegue semplicemente con un tiratore in meno, e quell'assenza pesa spesso più di qualsiasi dettaglio tattico discusso prima della serie.

Per il portiere, la Regola 10 è più generosa, e più fraintesa di quanto si racconti di solito. Esistono tre strade possibili quando non può continuare. La prima è richiamare un giocatore che la squadra aveva già escluso per pareggiare il numero di giocatori con l'avversario, quando questo caso si applica. La seconda è una sostituzione normale, se la squadra non ha ancora esaurito la quota consentita per la partita. La terza, disponibile anche quando le altre due non esistono, è il semplice scambio di posizione: un giocatore idoneo già in campo indossa i guanti, e il portiere infortunato esce. Nessuna delle tre richiede più di un avviso all'arbitro, e la terza non presuppone nemmeno un infortunio: qualunque squadra può schierare un giocatore di movimento in porta durante la serie se lo desidera, senza alcuna necessità.

Il percorso completo, e chi indossa i guanti
FaseCosa stabilisce la Regola 10
Sorteggio della portaL'arbitro sorteggia la porta davanti alla quale verranno battuti tutti i rigori; cambia solo per motivi di sicurezza, o se la porta o il terreno diventano inutilizzabili
Sorteggio dell'ordineUn secondo sorteggio stabilisce chi inizia; chi lo vince sceglie se tirare per primo o per secondo
Pareggio del numero di giocatoriLa squadra con più giocatori in campo si riduce al numero dell'avversaria prima dell'inizio, e l'arbitro registra nome e numero di chi resta escluso
Chi può tirareSolo chi era in campo, o temporaneamente fuori con il permesso dell'arbitro, alla fine della partita
Cinque tiriLe squadre tirano alternandosi, sempre con un giocatore diverso, finché tutti i tiratori idonei non hanno calciato una volta
Fine anticipataLa serie finisce nel momento in cui una squadra diventa matematicamente irraggiungibile, anche con tiri ancora da battere
OltranzaIn caso di parità dopo i cinque tiri, un tiro per squadra e per giro finché una segna e l'altra sbaglia nello stesso giro
Portiere che non può continuareSostituito da un giocatore escluso nel pareggio numerico, da un subentrante se resta un cambio disponibile, o da un semplice scambio di posizione con un compagno
Cartellini ed espulsioniPossono avvenire durante la serie; un giocatore espulso diverso dal portiere non viene sostituito, mentre un portiere espulso deve essere sostituito da un giocatore idoneo

Da dove viene la serie di rigori

La serie di rigori nasce da un sorteggio che nessuno voleva rivivere. Alle Olimpiadi del 1968, in Messico, Israele e Bulgaria pareggiarono ai quarti di finale dopo i tempi supplementari, e il posto in semifinale fu deciso da un'estrazione di bigliettini: ogni capitano pescava un foglietto da un cappello, uno con scritto "sì", l'altro "no". Il capitano israeliano, Mordechai Spiegler, pescò quello sbagliato, e la Bulgaria passò il turno senza aver risolto nulla in campo. Il dirigente israeliano Yosef Dagan, indignato per il metodo, propose alla propria federazione un formato di cinque tiri alternati seguiti dall'oltranza; l'allora presidente dell'ente, Michael Almog, definì il sorteggio "crudele" nel portare avanti la proposta.

L'IFAB approvò l'idea il 27 giugno 1970, chiudendo decenni in cui i pareggi negli scontri a eliminazione diretta si risolvevano con una gara di spareggio intera o, in ultima istanza, con lo stesso tipo di sorteggio che aveva eliminato Israele. La prima serie di rigori del calcio professionistico arrivò poco dopo, il 5 agosto 1970, nella semifinale della Watney Cup, torneo amichevole di pretemporata inglese, tra Hull City e Manchester United. George Best aprì la serie realizzando il primissimo tiro della storia del formato; Denis Law, sempre dello United, fu il primo a sbagliare, parato dal portiere dell'Hull, Ian McKechnie. Il Manchester United vinse la serie.

Ai Mondiali, l'esordio del formato aspettò dodici anni. Arrivò nella semifinale del 1982, in Spagna, tra Germania Ovest e Francia, dopo un 3 a 3 ai tempi supplementari che il calcio francese chiama ancora la notte di Siviglia. Alain Giresse segnò il primissimo rigore della storia delle serie mondiali; Uli Stielike, tedesco, fu il primo a sbagliare in un Mondiale, e cadde in ginocchio sul prato in una posa che si sarebbe ripetuta in tante altre serie a venire. La Germania Ovest si impose per 5 a 4, con Maxime Bossis che sbagliò il tiro decisivo per la Francia.

Il cucchiaio diventato leggenda

Il repertorio moderno dei rigori ha una radice simbolica nella finale dell'Europeo 1976, tra Cecoslovacchia e Germania Ovest, in parità 2 a 2 dopo i tempi supplementari. I primi sette tiri della serie entrarono tutti, finché il tedesco Uli Hoeness non mandò il suo sopra la traversa. Sul punteggio di 4 a 3 per i cecoslovacchi, toccò ad Antonín Panenka battere il quinto e decisivo rigore, e scelse l'opzione più rischiosa disponibile: un morbido cucchiaio sopra il portiere Sepp Maier, già lanciato da un lato. La Cecoslovacchia vinse 5 a 3, e il nome di Panenka divenne sinonimo del gesto stesso.

Il calcio italiano chiama proprio quel gesto cucchiaio, e conserva lo stesso rischio calcolato che Panenka assunse in quella finale del 1976. Funziona perché ribalta la logica dello scontro diretto: un portiere che si sbilancia troppo presto e si tuffa troppo in anticipo diventa preda facile di un tiratore abbastanza freddo da non seguire il copione previsto. Fallisce, e fallisce male, quando il portiere tiene la posizione o quando il tiratore esita sulla forza del tocco, il che spiega perché divide ancora oggi le opinioni tra chi tira rigori di mestiere.

L'esperimento ABBA

L'idea dell'ABBA arrivò dal tennis, precisamente dall'ordine di servizio nel tie-break: invece della classica alternanza A, B, A, B, ogni coppia di tiri avrebbe seguito l'ordine A, B, B, A, alternando quale squadra tira per ultima all'interno di ogni coppia. L'obiettivo era ridurre la pressione sulla squadra che storicamente tira per seconda, sempre costretta a eguagliare o superare quanto appena fatto dall'avversaria. L'IFAB autorizzò un test in gare reali, e la prima serie giocata con questo formato si tenne l'11 maggio 2017, nella semifinale dell'Europeo Under 17 femminile tra Germania e Norvegia.

Da lì il formato si diffuse nei tornei giovanili maschili e femminili della UEFA nel corso del 2017, nel Community Shield inglese dello stesso anno, nella League Cup e nell'EFL Trophy in Inghilterra nella stagione 2017/18, e nelle coppe nazionali olandesi nel 2018/19. Un campione di 36 serie giocate nel 2017 restituì un risultato quasi perfettamente equilibrato tra le due parti, 18 vittorie per chi avrebbe tirato per primo con il formato classico e 18 per l'altra parte: proprio l'equilibrio che l'ABBA voleva ottenere, lì dove il formato classico favoriva storicamente chi tira per primo.

Nonostante il risultato favorevole, l'IFAB decise di non proseguire. Nella riunione annuale di novembre 2018, a Glasgow, il comitato tecnico annunciò che l'ABBA avrebbe smesso di essere un'opzione per qualsiasi competizione, segnalando "l'assenza di un sostegno forte, soprattutto perché la procedura è complessa". A sopravvivere fu il formato classico e alternato, e la maggior parte dei tifosi non si accorse mai che fosse stato messo in discussione.

Tirare per primo dà davvero un vantaggio?

La domanda divenne oggetto di ricerca seria nel 2010, quando gli economisti Jose Apesteguia e Ignacio Palacios-Huerta pubblicarono, sulla American Economic Review, lo studio "Psychological Pressure in Competitive Environments: Evidence from a Randomized Natural Experiment". Analizzando 129 serie di rigori nell'arco di tre decenni, trovarono un vantaggio netto per chi tira per primo: un tasso di vittoria del 60,5%, attribuito alla pressione psicologica aggiuntiva su chi deve sempre rispondere a quanto l'avversario ha appena fatto.

Il risultato non resistette intatto al giro di verifica successivo. Nel 2012, Martin Kocher, Marc Lenz e Matthias Sutter pubblicarono, sulla rivista Management Science, una replica intitolata "Psychological Pressure in Competitive Environments: New Evidence from Randomized Natural Experiments", basata su un campione più ampio di 540 serie. Il vantaggio di chi tira per primo scese al 53,3%, una differenza statisticamente indistinguibile dal puro caso.

Il campione più ampio pubblicato fino al 2025 chiude il dibattito, finché non emergerà una base più ampia. Nel 2025, il ricercatore David Pipke pubblicò, sul Journal of Economic Psychology, l'articolo "No evidence of first-mover advantage in a large sample of penalty shootouts", basato su circa 7.000 serie e 74.000 tiri individuali, di gran lunga la banca dati più grande usata su questo tema fino ad allora. Il risultato non trovò alcun vantaggio, né per chi tira per primo né per chi tira per secondo. Tirare per primo può ancora lusingare l'ego di chi vince il sorteggio, ma a ogni campione più grande, l'effetto psicologico che la prima generazione di studi giurava di aver misurato si restringe fino a sparire.

Tirare per primo dà davvero un vantaggio?
StudioPubblicato suCampioneVantaggio misurato per chi tira per primo
Apesteguia e Palacios-Huerta, 2010American Economic Review, vol. 100, n. 5129 serie di rigori60,5% di vittorie
Kocher, Lenz e Sutter, 2012Management Science540 serie53,3%, senza significatività statistica
Pipke, 2025Journal of Economic Psychology, vol. 108circa 7.000 serie, 74.000 tiriNessun vantaggio rilevato

Il Mondiale e i calci di rigore

La finale del 1994, al Rose Bowl di Pasadena, terminò 0 a 0 tra Brasile e Italia dopo i tempi supplementari, l'unica finale mondiale senza gol nei 120 minuti regolamentari. Nella serie, il Brasile vinse 3 a 2; Roberto Baggio, secondo classificato come miglior giocatore del torneo alle spalle di Romário, mandò il tiro decisivo sopra la traversa, un'immagine diventata sintesi della durezza stessa del formato.

Nel 2006, all'Olympiastadion di Berlino, Italia e Francia pareggiarono 1 a 1 dopo i tempi supplementari, con Zinedine Zidane espulso al 110' per una testata a Marco Materazzi. Nella serie, l'Italia vinse 5 a 3; David Trezeguet fu l'unico a sbagliare per la Francia, colpendo la traversa, e Fabio Grosso trasformò il tiro che regalò all'Italia il suo quarto titolo mondiale.

Nel 2022, al Lusail Stadium, in Qatar, Argentina e Francia pareggiarono 3 a 3 dopo i tempi supplementari, con Kylian Mbappé autore di tutti e tre i gol francesi, una tripletta, e Lionel Messi autore di due dei tre gol argentini. Nella serie, l'Argentina vinse 4 a 2; Kingsley Coman e Aurélien Tchouaméni sbagliarono per la Francia, e Gonzalo Montiel trasformò il tiro che consegnò la coppa a Messi.

Il Mondiale 2026, disputato tra giugno e luglio negli Stati Uniti, in Messico e in Canada, non ha ripetuto la formula nella propria finale: la Spagna ha battuto l'Argentina per 1 a 0 dopo i tempi supplementari, il 19 luglio, al MetLife Stadium, con gol di Ferran Torres al 106'. L'Argentina giocava già in dieci dal recupero del tempo regolamentare, quando Enzo Fernández aveva rimediato il secondo cartellino giallo per un intervento su Pau Cubarsí. La serie di rigori ha comunque deciso quattro sfide dello stesso torneo. Tre ancora nei sedicesimi di finale, la fase inedita del formato a 48 nazionali, tra il 29 giugno e il 3 luglio: il Paraguay ha battuto la Germania 4 a 3, il Marocco i Paesi Bassi 3 a 2 e l'Egitto l'Australia 4 a 2. La quarta negli ottavi di finale, il 7 luglio: la Svizzera ha battuto la Colombia 4 a 3. Dai quarti alla finale, nessuna partita ha avuto bisogno dei rigori.

Il Mondiale e i calci di rigore
AnnoFinaleRisultato dopo i supplementariRigoriDettaglio
1994Brasile contro Italia0 a 03 a 2 per il BrasileRoberto Baggio mandò il tiro decisivo sopra la traversa
2006Italia contro Francia1 a 15 a 3 per l'ItaliaZidane fu espulso; Trezeguet colpì la traversa, unico errore francese
2022Argentina contro Francia3 a 34 a 2 per l'ArgentinaMbappé segnò tutti e tre i gol francesi; Montiel trasformò il tiro del titolo
2026Spagna contro Argentina1 a 0 per la SpagnaNon è arrivata ai rigoriFerran Torres decise già al 106' dei supplementari
Il Mondiale e i calci di rigore
AnnoFatto
1970L'IFAB approva la serie di rigori il 27 giugno, in sostituzione di sorteggio e gara di spareggio
1970Prima serie del calcio professionistico: il Manchester United batte l'Hull City nella Watney Cup, il 5 agosto
1976Antonín Panenka decide la finale dell'Europeo per la Cecoslovacchia con il cucchiaio
1982Prima serie di rigori di un Mondiale: la Germania Ovest batte la Francia in semifinale
1994Prima finale mondiale decisa ai rigori: il Brasile batte l'Italia
2017L'IFAB inizia a testare l'ordine alternato ABBA in tornei giovanili e coppe inglesi
2018L'IFAB annuncia la fine del test dell'ABBA, nella riunione di novembre a Glasgow, e mantiene il formato alternato classico
2025L'IFAB modifica la regola del doppio tocco accidentale il 2 giugno, dopo il caso Julián Álvarez
2026Il Mondiale ha quattro serie di rigori, tre nei sedicesimi e una negli ottavi di finale; dai quarti in poi, nessuna

Tre finali mondiali, un esperimento di riordino testato per circa un anno e mezzo e abbandonato nel 2018, e un dato accademico che si è ridotto dal 60,5% a nessun vantaggio dimostrato raccontano la stessa storia da angolazioni diverse. Chi ha provato a correggere la serie di rigori, con i dati o con il regolamento, non ha mai trovato nulla che valesse lo scambio. Il sorteggio sembrava troppo arbitrario; la gara di spareggio, troppo costosa e sfiancante; l'ordine riordinato, troppo complicato per il gioco stesso che voleva correggere.

Il formato sopravvissuto è dunque quello classico: tiri alternati, cinque per parte, poi a oltranza. È semplice da guardare e crudele da giocare, ed è proprio questa tensione la ragione per cui ogni tentativo di riforma è finito in un cassetto.

Condividi

Correzione · 21/09/2026

Abbiamo corretto una frase pubblicata sui calci di rigore. Diceva che il tiro si ripete se un compagno del tiratore o un difensore entra in area in anticipo, che è la regola del rigore durante la partita (Regola 14), non della serie (Regola 10): lì tutti gli altri giocatori restano nel cerchio di centrocampo, e non è prevista alcuna ripetizione per questo tipo di ingresso anticipato.

Correzione · 21/09/2026

Abbiamo corretto tre informazioni pubblicate in questa guida. Sul Mondiale 2026: dicevamo che "il Mondiale ha quattro serie di rigori negli ottavi di finale"; in realtà tre di quelle quattro serie furono nei sedicesimi (Paraguay, Marocco ed Egitto), solo una negli ottavi (Svizzera). Sul test dell'ABBA: dicevamo che l'IFAB lo "ha testato... tra il 2017 e il 2019"; la nostra stessa fonte (Inside World Football) mostra che la fine fu annunciata a novembre 2018, quindi il test corse tra il 2017 e il 2018. Sul risultato di quel test: dicevamo che il 18 a 18 in 36 serie fu "esattamente la distorsione che l'ABBA voleva correggere"; in realtà 18 a 18 è l'equilibrio che l'ABBA cercava, e la distorsione era il vantaggio storico di chi tira per primo.

Correzione · 22/09/2026

Correzione (22/09): il testo citava gli autori dello studio del 2010 nell'ordine inverso rispetto alla pubblicazione; sulla American Economic Review l'ordine è Jose Apesteguia e Ignacio Palacios-Huerta.

Correzione · 23/09/2026

L'inizio del paragrafo sullo studio di David Pipke diceva «Il campione più recente e più ampio chiude il dibattito, almeno per ora», e la frase successiva, «di gran lunga la banca dati più grande mai usata su questo tema», riferimenti che cambiano con il tempo; ora dicono «Il campione più ampio pubblicato fino al 2025» e «su questo tema fino ad allora». Nessun fatto è cambiato.

Domande frequenti

I gol nei calci di rigore contano per la classifica marcatori?
No, i calci di rigore non fanno parte della partita e il risultato resta ufficialmente un pareggio. Le reti segnate nella serie non entrano in alcuna classifica marcatori.
Quanti rigori tira ogni squadra nella serie?
Ogni squadra ha cinque tiri, alternati, ciascuno affidato a un giocatore diverso. La serie si ferma prima se una squadra diventa irraggiungibile, ad esempio conducendo di tre dopo tre giri.
Il portiere può muoversi sulla linea durante i calci di rigore?
Sì, può muoversi lungo la linea, ma deve avere almeno parte di un piede sulla linea di porta, sopra o dietro di essa, nel momento dell'impatto con il pallone. Non può appoggiarsi a pali, traversa o rete.

La newsletter di Soccer Addicted

Le guide nuove e ciò che la nostra base ha misurato nella settimana, in una mail.