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Hat-trick, poker e altri termini del calcio: la guida completa

Hat-trick, poker, doppietta, pokerissimo, porta inviolata: cosa significano davvero i termini più celebri del calcio, da dove nascono e perché cambiano da Paese a Paese.

Lucas G. de Moraes
Di Lucas G. de Moraes

15 agosto 2026 alle ore 05:15

· 16 min di lettura

Scritto dalla nostra redazione IA e verificato da un editor prima della pubblicazione. Linea editoriale

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Hat-trick, poker e altri termini del calcio: la guida completa
Immagine generata dall'IA · Soccer Addicted

L'hat-trick indica tre gol segnati dallo stesso giocatore in una sola partita; il poker indica quattro reti dello stesso calciatore nello stesso incontro. Nessuno dei due termini compare nelle Regole del Gioco, che disciplinano come si gioca ma non dicono nulla su quante marcature spettino a un singolo. Sono convenzioni nate nelle sale stampa, adottate dal tifo e diventate lingua comune. Capirle significa capire come il calcio costruisce il proprio lessico: metà tradizione inglese, metà prestiti da altri sport e persino dal gioco delle carte.

Nel significato più diffuso, per l'hat-trick bastano tre gol nella stessa partita, senza vincoli di ordine, momento o tecnica. I calci di rigore contano, i gol nei tempi supplementari contano, e un tiro deviato da un difensore viene di norma accreditato all'attaccante se era indirizzato verso la porta. I rigori della lotteria finale non contano mai, perché quella serie è un criterio di spareggio e non fa parte del risultato. Per due reti l'italiano ha la doppietta, l'inglese usa brace, il tedesco Doppelpack.

Cosa conta come gol di un giocatore

Non tutti i gol hanno un autore evidente. La statistica ufficiale tratta il dubbio con più rigore del bar sotto casa. L'autogol non entra mai nel conto di chi lo segna: Opta, il fornitore ufficiale di dati della Premier League, lo attribuisce alla squadra avvantaggiata, senza attaccante associato. Un gol segnato ai calci di rigore non conta neppure. La serie di rigori comincia solo dopo la fine ufficiale della partita, e il risultato registrato tratta l'incontro come un pareggio fino a quel momento, qualunque sia l'esito dei tiri.

Il caso che genera discussione è la deviazione: se il tiro originale era già diretto in porta, il gol resta a chi ha calciato; se la deviazione manda dentro un pallone che stava uscendo, il merito passa a chi ha dato il tocco decisivo. La Premier League risolve questi casi con un collegio fisso, il Goal Accreditation Panel, fino a poco tempo fa chiamato Dubious Goals Committee: tre persone, un rappresentante di Pro Ref e due esperti di calcio, che esaminano l'azione ogni volta che la paternità del gol resta incerta, con l'identità protetta per blindare la decisione dalla pressione di club o giocatori.

La paternità di un gol non è solo curiosità da statistico. I contratti dei giocatori prevedono spesso bonus per ogni rete segnata, i premi di capocannoniere dipendono dal numero esatto, e una corsa alla Scarpa d'Oro decisa da un gol attribuito male diventa un problema di immagine per la competizione stessa. Fuori dalla Premier League, questo rigore non ha lo stesso palcoscenico pubblico: questa verifica non ha trovato, in Bundesliga, LaLiga, Serie A, Ligue 1 o Brasileirão, un processo di arbitraggio statistico reso pubblico con lo stesso livello di dettaglio, il che non prova che non esista, solo che nessuna delle cinque lo pubblicizza come fa la Premier League.

La moviola ha cambiato il momento in cui una tripletta diventa ufficiale. Un terzo gol annullato dal VAR per fuorigioco o per un fallo nell'azione che lo ha preceduto non conta mai ai fini statistici, anche se l'esultanza è già avvenuta in campo. La tripletta nasce solo quando l'arbitro convalida il gol, non quando il pallone varca la linea per la prima volta agli occhi di chi guarda dagli spalti.

Cosa conta come gol di un giocatore
SituazioneConta per la tripletta?
Rigore trasformato durante la partitaConta
Gol segnato ai tempi supplementariConta
Tiro già diretto in porta, poi deviatoConta, accreditato a chi ha tirato
Tiro fuori bersaglio, deviato in rete da un altro giocatoreConta, accreditato a chi ha toccato per ultimo
AutogolNon conta, va alla squadra avversaria senza un attaccante accreditato
Gol segnato ai calci di rigore, dopo il pareggioNon conta, la serie si gioca dopo la fine ufficiale della partita

Le tradizioni più severe

La confusione nasce dalle tradizioni più severe. In Germania per decenni si è pretesa una definizione stretta: tre gol nello stesso tempo di gioco, consecutivi, senza altre reti in mezzo, il cosiddetto hat-trick classico. L'hat-trick perfetto, invece, unisce un gol di destro, uno di sinistro e uno di testa, in qualunque ordine. Nessuna di queste varianti è ufficiale né sorvegliata da una federazione: convivono, e il telecronista sceglie quella che il suo pubblico riconosce senza spiegazioni.

Il tedesco ha una parola per la versione più rigida della tripletta, e vive dentro lo stesso Duden: lupenreiner Hattrick, la tripletta impeccabile. La condizione è doppia, i tre gol nello stesso tempo di gioco, in successione diretta, senza che nessun altro giocatore segni nel mezzo. Non è una regola di nessuna federazione, è il dizionario e la stampa sportiva che vanno nella stessa direzione. L'11 maggio 2025 il settore giovanile ha offerto un caso da manuale: con la formazione Under-17 del Borussia Mönchengladbach, nei quarti di finale della DFB-Nachwuchsliga (il campionato giovanile della federazione tedesca), Niko Horvat ha segnato al 63°, al 78° e all'88° minuto nella vittoria per 4 a 3 sull'Hoffenheim, e la stessa DFB ha descritto l'impresa sul proprio sito ufficiale come lupenreiner Hattrick.

Non è un caso isolato. Una fonte ufficiale della stessa Bundesliga ha registrato un'altra coppia di casi nella stessa giornata, la 23ª della stagione 2024/25, il 22 febbraio 2025: Serhou Guirassy ha segnato tutti e tre i gol del Borussia Dortmund al 75°, all'80° e all'83° minuto contro l'Union Berlin, e Alexis Claude-Maurice ha fatto lo stesso con l'Augsburg al 55°, al 61° e al 70° minuto contro lo stesso Mönchengladbach, due lupenreiner Hattrick nella stessa giornata.

Nessuna delle altre cinque lingue di questa guida ha messo la stessa condizione dentro il proprio dizionario. Inglese, spagnolo, francese, italiano e portoghese trattano qualunque tris di gol nella stessa partita come una tripletta, punto, e riservano la versione rigida a un aggettivo isolato, classica o perfetta. Nessuna fonte storica trovata per questa guida spiega il motivo. Quello che resta documentabile è lo schema: la stessa lingua che ha prodotto anche Dreierpack, Doppelpack e i più larghi Viererpack e Fünferpack, senza che questi ultimi due entrino nel Duden, è quella che preferisce nominare l'eccezione con la precisione di un regolamento.

L'espressione arriva dal cricket. Nell'Inghilterra dell'Ottocento il lanciatore che eliminava tre avversari con tre palle consecutive riceveva un cappello, a volte pagato da una raccolta fra gli spettatori, a volte donato dal club. Il calcio adottò la formula negli anni della professionalizzazione, e l'immagine del cappello come premio per un'impresa rara è sopravvissuta all'usanza stessa. Una traccia del rito resiste ancora: il marcatore delle tre reti porta a casa il pallone della gara, gesto compreso in ogni stadio.

L'origine più raccontata colloca la tripletta su un campo di cricket inglese. Nel 1858 il lanciatore professionista Heathfield Harman Stephenson, del Surrey, giocava per la selezione All-England Eleven contro ventidue dilettanti di Hallam e Staveley quando eliminò tre battitori con tre palle consecutive, sull'Hyde Park Ground di Sheffield, un campo che prende in prestito il nome del parco di Londra senza esserlo. Il resoconto dell'epoca, pubblicato sul giornale Bell's Life in London and Sporting Chronicle il 12 settembre 1858, riporta che l'impresa gli valse un cappello nuovo, regalato dalla propria squadra.

La parola in sé è più recente dell'impresa. Il resoconto del 1858 parla di un cappello, non di hat-trick, e quando l'espressione sia comparsa a stampa per la prima volta resta una questione aperta: una versione indica il 1865, su un giornale di Chelmsford; un'altra indica il 28 agosto 1878, quando il lanciatore australiano Fred Spofforth eliminò tre battitori inglesi di fila a Hastings, impresa che il giornale The Sportsman registrò il giorno dopo, quasi vent'anni dopo Stephenson. Il calcio non ha mai ereditato il cappello, ma solo la metafora: consegnare il pallone della partita all'autore della tripletta è un'usanza tutta del calcio, senza legame documentato con il premio del cricket, a parte il nome che condividono.

I punti fermi della storia

La storia offre punti fermi. La tripletta più celebrata resta quella di Geoff Hurst con l'Inghilterra nella finale mondiale del 1966, la prima in una finale di Coppa del Mondo e, per moltissimi decenni, l'unica. Nel calcio italiano il poker è materia da prima pagina, e il pokerissimo circola per cinque gol di un solo giocatore, come nel 9 a 1 del Real Madrid sul Granada nel 2015, quando Cristiano Ronaldo segnò cinque volte: un'etichetta che la stampa sportiva usa anche per la squadra, non solo per il singolo giocatore, e che nessun dizionario registra ancora. È proprio questa rarità, tra organizzazione difensiva e cambi, a trasformare certe serate in folclore.

Prima di Mbappé, ci era riuscito solo Geoff Hurst. Nella finale del 2022, il francese ha segnato all'80° minuto su rigore e ha realizzato un altro gol poco dopo per pareggiare 2 a 2 contro un'Argentina che stava vincendo. La Francia ha comunque subito il sorpasso argentino ai supplementari, ma Mbappé ha trasformato un terzo gol, ancora su rigore, al 118°, nel tempo di gioco e prima di qualsiasi serie di rigori, fissando il punteggio sul 3 a 3. L'Argentina ha alzato la coppa ai rigori, per 4 a 2, ma la tripletta di Mbappé era già chiusa, la seconda della storia in una finale di Coppa del Mondo, a quasi sessant'anni da Hurst.

La finale del 2026, giocata il 19 luglio, si è conclusa Spagna 1, Argentina 0, gol di Ferran Torres ai supplementari, senza nessuna tripletta in campo: alla data di verifica di questo articolo, Hurst e Mbappé restano gli unici due.

I punti fermi della storia
RecordChi, quando
Tripletta più veloce nella storia della Premier LeagueSadio Mané, 2 minuti e 56 secondi, Southampton 6 a 1 Aston Villa, 16 maggio 2015
Prima tripletta in una finale di Coppa del MondoGeoff Hurst, Inghilterra 4 a 2 Germania Ovest, 1966
Seconda tripletta in una finale di Coppa del Mondo; la finale del 2026 non ne ha avuta nessunaKylian Mbappé, Francia 3 a 3 Argentina, Argentina campione ai rigori per 4 a 2, 2022
Prima tripletta di rigori nella storia della Premier LeagueJustin Kluivert, con il Bournemouth, tre rigori nel Wolverhampton 2 a 4 Bournemouth, 30 novembre 2024
Più gol di un giocatore in una singola partita di Coppa del Mondo5 gol, lo stesso numero nei due tornei: Oleg Salenko, Russia 6 a 1 Camerun, 28 giugno 1994; Michelle Akers, Stati Uniti 7 a 0 Taipei Cinese, 24 novembre 1991; Alex Morgan, Stati Uniti 13 a 0 Thailandia, 11 giugno 2019

Il Mondiale 2026 si è guadagnato un posto in questa lista ancora prima che si giocasse la finale. Lionel Messi ha aperto le marcature nell'esordio dell'Argentina, con tre gol contro l'Algeria il 16 giugno. Jonathan David ha fatto lo stesso con il Canada, nel 6 a 0 sul Qatar due giorni dopo. Ousmane Dembélé ha segnato tutti e tre i gol della Francia nel 4 a 1 sulla Norvegia, il 26 giugno. E Bukayo Saka ha chiuso la lista già nella fase a eliminazione diretta, con tre gol nel 6 a 4 sulla stessa Francia, nella finale per il terzo posto, il 18 luglio. Quattro triplette in un solo Mondiale, e nessuna in finale.

Il record di gol di un giocatore in una singola partita di Coppa del Mondo è lo stesso nei due tornei: cinque gol. Nel maschile, appartiene a Oleg Salenko, con la Russia, nel 6 a 1 sul Camerun del 28 giugno 1994. Nel femminile, il numero è stato raggiunto due volte: da Michelle Akers, con gli Stati Uniti, nel 7 a 0 su Taipei Cinese del 24 novembre 1991, e da Alex Morgan, sempre con gli Stati Uniti, nel 13 a 0 sulla Thailandia dell'11 giugno 2019. Nel 2026 nessuna ci è andata vicino: le quattro triplette del torneo si sono fermate a tre gol ciascuna.

Una tripletta di partita è un fatto databile, chiuso al triplice fischio. Un totale di triplette in carriera è un'altra storia, perché cambia ogni settimana in cui il giocatore resta in campo, ed è proprio lì che inciampa il confronto più ripetuto sui social. Il record riconosciuto dal Guinness World Records non appartiene a nessuno dei quattro nomi che dominano quel confronto: è di Pelé, con 92 triplette tra Santos, New York Cosmos e nazionale brasiliana, un numero di un'altra epoca che resta senza sfidanti seri.

I punti fermi della storia
GiocatoreCosa si può confermareFonte e data
Cristiano Ronaldo66 triplette, sommando club e nazionalePlanet Football, 30 agosto 2026
Lionel Messi62 triplette, sommando club e nazionale, contando già quella del Mondiale 2026 contro l'AlgeriaPlanet Football, 30 agosto 2026
Robert Lewandowski6 triplette con la nazionale polacca, ma il numero circola solo su siti di statistiche di tifosi, senza conteggio ufficiale della federazione polacca; nessun totale di carriera, sommando i club, è stato trovato con fonte affidabilesiti di statistiche, non la federazione, fino al 10 ottobre 2019
Harry Kane9 triplette nella sola Bundesliga, senza contare Premier League o nazionale, nessun totale di carriera con fonte affidabile fino alla chiusura di questo articoloBundesliga.com, 23 settembre 2025

Il vocabolario si moltiplica passando le frontiere. Lo spagnolo dice poker per quattro reti; manita non è un bottino individuale, è il punteggio quando una squadra vince cinque a zero, soprannome diventato popolare nei clásicos tra Real Madrid e Barcellona; il francese preferisce doublé, triplé, quadruplé; il tedesco impila Doppelpack, Dreierpack e Viererpack; l'inglese, curiosamente, oltre a hat-trick non ha mai fissato una parola. Attenzione al falso amico: in spagnolo triplete indica quasi sempre tre trofei conquistati in una stagione, non tre gol in un pomeriggio. Il contesto, come sempre nel linguaggio sportivo, decide il significato.

Il glossario delle sei lingue

Il confronto dietro questa mappa nasconde una trappola in quasi ogni lingua, non solo in spagnolo. In portoghese, tripleta compare a volte nei titoli per indicare tre TITOLI vinti nella stessa stagione, lo stesso scivolone che lo spagnolo fa con triplete, parola che la RAE riconosce nel senso di tre gol di un giocatore solo dal 2021, accanto al senso più vecchio di tre titoli, e chi usa i due significati senza avvisare lascia il lettore incerto se si parli di un gol o di una coppa. Il tedesco ha la stessa ambiguità in casa propria: il Duden registra un secondo significato per Hattrick, qualsiasi tripla vittoria in un campionato o equivalente, senza bisogno di nessun gol, e solo il contesto separa questo dai tre gol di una partita.

Il glossario delle sei lingue
Gol di un giocatoreItalianoIngleseSpagnoloTedescoFrancesePortoghese
2doppiettabracedobleteDoppelpackdoublédescrive, ha segnato due volte
3triplettahat-trickhat-trickHattrick o Dreierpacktripléhat-trick
4pokerdescrive, four-goal haulpókerViererpackquadruplépoker
5pokerissimo o cinquinadescrive, five-goal hauldescrive, cinco golesFünferpackquintuplédescrive, cinco gols

La tabella nasconde un'asimmetria che vale la pena segnalare. Doppietta, in italiano, hat-trick, in inglese e portoghese, e Hattrick, in tedesco, hanno una voce di dizionario che nomina già il gol nel calcio; anche lo spagnolo ha una voce, ma per un'altra parola: la Fundéu raccomanda triplete al posto del prestito hat-trick, e la RAE riconosce questo senso, tre gol di un giocatore, in triplete solo dal 2021, anche se la stampa in spagnolo continua a preferire hat-trick nell'uso quotidiano. Il francese conserva il senso calcistico solo nel Wikizionario, non nel Larousse. Il tedesco, a sua volta, ha Viererpack e Fünferpack che circolano sui giornali senza essere mai entrati nel Duden. E pokerissimo, il più simpatico dei cinque, viene usato sia per un giocatore che segna cinque gol sia per una squadra che vince cinque a zero, ambiguità che la stampa italiana risolve raramente.

Fuori dall'area, il calcio ha battezzato ogni gesto. Porta inviolata, o clean sheet, è la partita chiusa senza subire reti; l'assist è il passaggio che genera direttamente il gol; il tunnel infila il pallone tra le gambe dell'avversario. Il cucchiaio, rigore morbido calciato al centro, altrove si chiama panenka, dal centrocampista ceco che lo osò in una finale continentale. Il gol olimpico è il calcio d'angolo che entra in porta senza toccare nessun altro giocatore. L'errore più comune è credere che siano termini ufficiali: sono convenzioni vive, e per questo viaggiano.

Altre giocate, altri nomi

Hat-trick e poker hanno una paternità e una data di nascita discutibili, ma almeno un colpevole probabile. Buona parte delle altre giocate del calcio si contende la propria paternità tra due o tre paesi allo stesso tempo, e l'unica onestà possibile è raccontare la disputa, non far finta che non esista.

Altre giocate, altri nomi
GiocataOrigineQuando e dove
Cucchiaio (Panenka)Antonín Panenka, sul quinto rigore della serie nella finale dell'Europeo contro la Germania Ovest20 giugno 1976, stadio della Stella Rossa, Belgrado
Gol olimpico, calcio d'angolo direttoCesáreo Onzari, direttamente da calcio d'angolo contro l'Uruguay, allora campione olimpico in carica2 ottobre 1924, Buenos Aires
RabonaRicardo Infante, dell'Estudiantes de La Plata, con la gamba destra incrociata dietro la sinistra; le fonti non concordano sull'azione che ha originato il gol, un tiro da circa 35 metri sulla respinta di un tiro di Julio Gagliardo (la versione più diffusa, anche sul sito dello stesso club) oppure una respinta corta dopo che il pallone aveva colpito il palo; la rivista "El Gráfico" scrisse il 7 ottobre 1948 che la giocata "no tiene reconstrucción posible"19 settembre 1948, contro il Rosario Central
RovesciataContesa tra tre paesi: il cileno Ramón Unzaga, intorno al 1914, i portuali del porto peruviano del Callao da circa il 1892, la chalaca, e il brasiliano Petronilho de Brito, a cui lo stesso Leônidas da Silva attribuiva la giocatanessun consenso, la stessa CONMEBOL la tratta come una disputa aperta
TrivelaLa giocata è ben definita, un tiro con l'esterno del piede per dare effetto al pallone; l'origine della parola è classificata come oscura dai dizionari portoghesinessuna data di origine affidabile

La trivela è il caso più curioso: la giocata ha un nome consolidato e una definizione da dizionario, ma nessuno sa con certezza da dove venga la parola, e la teoria più ripetuta, quella di un attrezzo da falegname che gira come il piede del giocatore, non compare in nessun dizionario serio consultato per questo articolo. Il nutmeg inglese, il tunnel che manda il pallone tra le gambe dell'avversario, ha lo stesso problema: la spiegazione più raccontata, legata a una frode nel commercio della noce moscata nell'Ottocento, compete con almeno altre due teorie, e nessun ricercatore ha stabilito quale sia quella giusta. Al calcio piace un'etimologia da bar. Non sempre regge alla verifica.

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Una tripletta dovrebbe richiedere tre gol di fila?

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Correzione · 21/09/2026

Abbiamo corretto un errore: scrivevamo che in spagnolo "manita" indica cinque gol di un solo giocatore. Manita è il punteggio quando una squadra vince 5 a 0, non i gol di un singolo. Abbiamo anche sostituito il luogo comune sul pokerissimo con un esempio reale e datato, e corretto la definizione di gol olimpico, che è un calcio d'angolo, non una punizione.

Correzione · 21/09/2026

Abbiamo corretto un dettaglio sull'origine della rabona: il resoconto dell'epoca (giornali El Mundo e Democracia, 19 settembre 1948) descrive una respinta a corta distanza dopo un tiro sul palo, non un tiro da 35 metri.

Correzione · 21/09/2026

Correzione (21 settembre 2026): il testo affermava che il record maschile di gol in una singola partita di Coppa del Mondo "è molto più modesto di quello femminile"; il record è in realtà lo stesso nei due tornei, cinque gol, di Oleg Salenko (1994) nel maschile e di Michelle Akers (1991) e Alex Morgan (2019) nel femminile. Affermava anche che "la Bundesliga ha offerto un caso da manuale" per la tripletta di Niko Horvat: si trattava di una partita della squadra Under-17, nei quarti di finale della DFB-Nachwuchsliga, non della Bundesliga professionistica. Abbiamo tolto l'attribuzione alla NPR di una frase che quell'emittente non ha mai detto, secondo cui "le fonti non bastano per fissare la data" della prima apparizione a stampa di "hat-trick". E la correzione di questo pomeriggio sulla rabona di Ricardo Infante presentava come certa la versione di "una respinta a corta distanza dopo un tiro sul palo", quando le fonti dell'epoca sono in disaccordo: la versione più diffusa, anche sul sito dello stesso club di Infante, parla di un tiro da circa 35 metri, non di un tocco corto. La tabella dei record ripeteva l'errore, con solo le due statunitensi alla riga dei più gol in una partita di Coppa del Mondo: ora ci sono tutti e tre.

Fonti

Domande frequenti

Perché si chiama hat-trick?
Il termine nasce nel cricket, dove il lanciatore che eliminava tre avversari con tre palle consecutive veniva premiato con un cappello. Il calcio ha preso in prestito l'espressione per le tre reti di uno stesso giocatore, e l'idea del premio sopravvive nell'usanza di regalargli il pallone della partita.
Quanti gol sono un poker e un pokerissimo?
Il poker corrisponde a quattro gol dello stesso giocatore in una partita, il pokerissimo a cinque, chiamato anche cinquina. In spagnolo manita non serve per questo, è il punteggio di una squadra che vince cinque a zero, non i gol di un solo giocatore; l'inglese, dal canto suo, preferisce descrivere l'impresa senza dargli un nome.
Che cos'è l'hat-trick perfetto?
È la tripletta realizzata con un gol di destro, uno di sinistro e uno di testa, in qualsiasi ordine. Non è una categoria ufficiale, ma un modo per sottolineare la completezza tecnica dell'attaccante.

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