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Europa League e Conference League: come funzionano i formati

La guida: fase campionato, spareggi, vie di qualificazione e cosa garantisce davvero ciascun trofeo a chi lo alza al termine della stagione.

Europa League e Conference League: come funzionano i formati
Immagine generata dall'IA · Soccer Addicted

Europa League e Conference League sono la seconda e la terza competizione maschile per club della UEFA che si disputano lungo tutta la stagione, alle spalle della Champions League. Nel 2026/27, dalla fase campionato in poi, entrambe si giocano di giovedì, con due eccezioni fissate dal regolamento: le finali sono di mercoledì, e la prima giornata della fase campionato dell'Europa League si divide tra mercoledì e giovedì. Accolgono club qualificati tramite il campionato o la coppa nazionale, club eliminati nei turni preliminari di Champions League ed Europa League e, nel caso dell'Europa League, l'ultima vincitrice della Conference League. Ognuna si chiude con una finale secca, in uno stadio neutro scelto in anticipo.

Dopo le qualificazioni giocate tra luglio e agosto, la fase principale di entrambe comincia con una fase campionato secondo il cosiddetto sistema svizzero, adottato nel 2024/25. Nel 2026/27 ogni classifica conta 36 club, ma nessuno affronta tutti. In Europa League i club sono divisi in quattro fasce da nove, e a ogni club toccano due avversarie per fascia, una in casa e una in trasferta: otto partite. In Conference League ci sono sei fasce da sei e un'avversaria per fascia. Per stabilire chi gioca in casa, le fasce 1 e 2, 3 e 4, 5 e 6 formano coppie, e ogni club ospita un'avversaria di ciascuna coppia. La vittoria vale tre punti e il pareggio uno.

Europa League e Conference League: come funzionano i formati
Nel 2026/27Europa LeagueConference League
Club nella fase campionato3636
Fasce4, da 9 club ciascuna6, da 6 club ciascuna
Partite per club8, di cui 4 in casa6, di cui 3 in casa
Partite della fase campionato144108
GiornateDal 16 settembre 2026 al 28 gennaio 2027Dal 15 ottobre al 17 dicembre 2026
Direttamente agli ottaviDal 1º all'8º postoDal 1º all'8º posto
Playoff della fase a eliminazione direttaDal 9º al 24º posto, il 18 e il 25 febbraio 2027Dal 9º al 24º posto, il 18 e il 25 febbraio 2027
Finale26 maggio 2027, Stadion Frankfurt2 giugno 2027, Beşiktaş Stadium, Istanbul
Posto della vincitriceFase campionato della Champions League 2027/28Fase campionato dell'Europa League 2027/28

Perché la UEFA ha seppellito i gironi

Fino al 2023/24, la fase a gironi delle due competizioni riuniva 32 club in otto gironi da quattro, con ogni club che affrontava le altre tre in andata e ritorno: sei partite per club, dodici per girone, novantasei in totale negli otto gironi, con le prime due di ogni girone che passavano il turno e la terza retrocessa nella competizione inferiore. Il difetto strutturale emergeva presto: un girone da quattro si decide in fretta, e una partita senza nulla in palio, con una squadra già qualificata e un'altra già matematicamente eliminata prima del fischio d'inizio, arrivava già alla penultima giornata in buona parte dei gironi. E la difficoltà del percorso dipendeva dal sorteggio di un solo girone: finire nel girone sbagliato bastava per eliminare un club forte prima ancora della fase a eliminazione diretta, mentre un girone facile portava avanti una squadra debole senza che avesse dimostrato nulla contro qualcuno di peso.

Il sistema svizzero, adottato nel 2024/25, attacca entrambi i problemi insieme. Al posto di otto gironi isolati da quattro, c'è un'unica classifica, con 36 club e otto (o sei, in Conference League) avversarie diverse sorteggiate da fasce basate sul coefficiente. La classifica riflette ora un campione di risultati molto più ampio, contro rivali di forza variabile e non solo le tre assegnate da un sorteggio, e siccome tutti sommano punti nella stessa classifica, un risultato alla 7ª o all'8ª giornata può ancora cambiare chi va diretto agli ottavi e chi scende ai playoff, anche con il grosso della classifica già definito. Il nome viene dagli scacchi: è lo schema di abbinamento usato nei tornei aperti troppo grandi perché tutti affrontino tutti, che accoppia per forza a ogni turno invece di chiudere i club in gironi fissi.

C'è anche il lato commerciale, e il conto è semplice: più partite significa più diritti televisivi da vendere. In Europa League, la fase campionato è passata da 96 partite, negli otto gironi da quattro di prima, a 144; in Conference League, da 96 a 108. La riforma è stata approvata nel 2022 dopo mesi di consultazione con gli stessi club e i campionati nazionali, e le fasce per coefficiente mettono di fronte club di campionati grandi già nelle prime giornate, invece di riservare quel tipo di sfida a un'eventuale fase a eliminazione diretta: più partite di richiamo all'inizio della stagione significa più pubblico ben prima di febbraio.

Perché di giovedì, e perché la giornata d'esordio si divide in due giorni

La divisione non è un caso di calendario: ciascuna delle tre competizioni per club della UEFA ha una sera quasi tutta sua. La Champions League occupa martedì e mercoledì per l'intera stagione; Europa League e Conference League si dividono il giovedì. Riservare una sera fissa a ogni competizione serve a non accatastare ogni settimana due trasmissioni concorrenti nella stessa fascia oraria, e il giovedì è ciò che resta dopo che la Champions League si è presa le prime due sere utili della settimana calcistica europea.

La prima giornata sfugge a questa regola per un problema di volume, non di calendario: con 36 club che giocano insieme, sono 18 partite simultanee a giornata in Europa League, altrettante in Conference League. Farle stare in una sola sera di trasmissione sovraccaricherebbe le emittenti e gli stessi arbitri della UEFA, e la soluzione trovata è stata spalmare l'esordio su due giorni, mercoledì e giovedì, con l'amministrazione UEFA che decide quale sfida cade in quale sera. Dalla seconda giornata in poi, l'intera fase campionato torna a stare tutta nel giovedì.

I criteri di spareggio, in ordine

Sorvegliare una classifica svizzera da 36 club richiede una regola robusta: un'unica fila decide chi va diretto agli ottavi, chi gioca i playoff e chi è fuori dall'Europa fino alla stagione successiva. Il regolamento fissa dieci criteri di spareggio, applicati in quest'ordine, e sono gli stessi in Europa League e in Conference League:

I criteri di spareggio, in ordine
OrdineCriterio di spareggio in fase campionato
1ºDifferenza reti in fase campionato
2ºNumero di gol segnati in fase campionato
3ºNumero di gol segnati in trasferta in fase campionato
4ºNumero di vittorie in fase campionato
5ºNumero di vittorie in trasferta in fase campionato
6ºPunti totalizzati dalle avversarie affrontate in fase campionato
7ºDifferenza reti complessiva di queste avversarie
8ºGol segnati complessivamente da queste avversarie
9ºPunteggio disciplinare più basso (rosso vale 3, giallo vale 1, espulsione per doppia ammonizione vale 3)
10ºCoefficiente di club più alto

Un gol segnato in trasferta è solo il 3º criterio, dietro la differenza reti generale e il totale dei gol segnati: nella pratica decide gli spareggi, ma dopo due filtri più grossolani, non al primo confronto di numeri. E lo spareggio arriva al coefficiente di club, 10º e ultimo criterio, solo in un caso raro: due club pari per punti, differenza reti, gol segnati, vittorie e persino nel rendimento collettivo delle avversarie affrontate. Prima di quello, il 9º criterio è il punteggio disciplinare, ed è il fair play a decidere un posto diretto: due cartellini gialli costano quanto un rosso in questo conto, e un club può perdere un posto agli ottavi per un cartellino preso a ottobre.

Le soglie della classifica e l'eliminazione diretta

Le due competizioni dividono la classifica allo stesso modo. Le prime otto vanno direttamente agli ottavi di finale. I club dal 9º al 24º posto giocano i playoff della fase a eliminazione diretta con andata e ritorno, e in linea di principio i meglio piazzati, dal 9º al 16º posto, disputano il ritorno in casa. Dal 25º al 36º posto è finita: niente ripescaggi né passaggi ad altre competizioni. Anche dagli ottavi alle semifinali le sfide sono di andata e ritorno, con supplementari e rigori se il punteggio complessivo è in parità. In nessun turno a eliminazione diretta i club dello stesso Paese vengono tenuti separati. La finale è secca: quella dell'Europa League 2026/27 si gioca mercoledì 26 maggio 2027 a Francoforte, quella della Conference League mercoledì 2 giugno a Istanbul.

Il sorteggio a eliminazione diretta ha meno fortuna di quanto sembri

I playoff della fase a eliminazione diretta, dal 9º al 24º posto, non sorteggiano 16 club liberamente. Il regolamento forma prima quattro coppie teste di serie (9ª con 10ª, 11ª con 12ª, 13ª con 14ª, 15ª con 16ª) e quattro coppie non teste di serie (17ª con 18ª, 19ª con 20ª, 21ª con 22ª, 23ª con 24ª), e solo dopo sorteggia ogni testa di serie contro una delle coppie non teste di serie: la 9ª o la 10ª pesca la 23ª o la 24ª, l'11ª o la 12ª pesca la 21ª o la 22ª, la 13ª o la 14ª pesca la 19ª o la 20ª, la 15ª o la 16ª pesca la 17ª o la 18ª. L'effetto è che la peggiore testa di serie non incontra mai la migliore tra le non teste di serie: la distanza in classifica nella fase campionato diventa distanza nel sorteggio dei playoff.

Agli ottavi lo schema cambia di nuovo: le prime otto della fase campionato formano tra loro quattro coppie teste di serie (1ª con 2ª, 3ª con 4ª, 5ª con 6ª, 7ª con 8ª), e ciascuna viene sorteggiata contro una delle vincitrici dei playoff, in una posizione già fissata dal sorteggio precedente. Dai quarti in poi non c'è più nessun sorteggio: la struttura del tabellone, cioè chi affronta la vincitrice di quale sfida, è già definita dall'Allegato B del regolamento da prima ancora che i playoff finiscano; manca solo da riempirla con i nomi dei club. E se una testa di serie viene eliminata lungo il percorso, chi la elimina eredita semplicemente la sua posizione nel tabellone, senza ricalcolare il fattore campo in base al risultato.

Il fattore campo al ritorno segue la logica del coefficiente dall'inizio alla fine: le teste di serie giocano il ritorno in casa nei playoff e agli ottavi, e dai quarti in poi il criterio diventa la posizione finale in fase campionato: chi chiude dal 1º al 4º posto gioca in casa il ritorno dei quarti, e il 1º e il 2º quello delle semifinali. Solo la finale sfugge a questo: è gara secca, in uno stadio neutro scelto in anticipo, ma il regolamento riserva comunque un lato del tabellone, chiamato nel testo ufficiale "lato argento", come squadra di casa nominale solo per motivi amministrativi, senza alcun vantaggio sportivo reale.

A differenza della fase campionato, la fase a eliminazione diretta del sistema svizzero, adottato nel 2024/25, non ha alcuna restrizione per Paese: il regolamento di playoff e ottavi parla solo di posizione in classifica finale, senza menzionare nessuna federazione. Due club dello stesso Paese che superano la fase campionato possono incrociarsi già ai playoff, agli ottavi o più avanti, a seconda solo di dove ciascuno finisce nella classifica del sistema svizzero, ed è parte del prezzo di aver scambiato gironi chiusi con un'unica classifica: la restrizione che aveva senso dentro un girone isolato da quattro club perde la sua ragione d'essere quando la fase campionato ha già mescolato tutti contro ogni tipo di avversario.

Come si arriva alla fase campionato

La maggior parte dei club passa dalle qualificazioni, e la via d'accesso cambia da una competizione all'altra. Nell'Europa League 2026/27, 12 club sono entrati direttamente tramite campionato o coppa nazionale, e un posto è andato alla vincitrice della Conference League. Altri 12 hanno superato i playoff di qualificazione, e 11 sono scesi nella fase campionato dopo l'eliminazione nelle qualificazioni di Champions League: 4 al terzo turno e 7 nei playoff. In Conference League nessuno è entrato direttamente: i 36 club erano 24 vincitori dei playoff e 12 sconfitti nei playoff di Europa League. Chi perde nelle qualificazioni scende in una competizione inferiore: dalla Champions League all'Europa League, o direttamente in Conference League se esce al primo turno, e dall'Europa League alla Conference League. La stessa UEFA lo descrive come un paracadute. E il turno in cui entra ogni club dipende dal coefficiente UEFA del suo Paese: per il 2026/27 contava quello delle stagioni dal 2020/21 al 2024/25.

Il tetto di partecipazione per federazione

Quanti club accredita ciascun Paese, e a che turno entrano, non lo decide il Paese: è il risultato diretto del coefficiente di federazione di quel Paese, la stessa regola su cinque stagioni (2020/21-2024/25, per il 2026/27) che decide la classifica generale. Il regolamento è esplicito: queste posizioni determinano il turno in cui ogni club entra nella competizione. In pratica, più alto è il Paese in classifica, più club accredita e più tardi entrano, direttamente in fase campionato o vicino a essa; i Paesi in fondo alla lista mandano un solo club, che parte dal turno preliminare più anticipato del calendario europeo, a luglio.

La base del conto, prevista dallo stesso regolamento, è semplice: un posto garantito per la vincitrice della coppa nazionale, e un secondo per il club meglio classificato in campionato che non sia andato in Champions League. È il modello minimo. Si adatta tramite l'Allegato A del regolamento, pubblicato con circolare a inizio stagione, quando un Paese ha più club qualificati per altre vie (retrocessione dalla Champions League, vincitrice della Conference dell'anno precedente) di quante ne contengano quei due posti base, e l'effetto a cascata sposta ogni club di una posizione nell'accesso.

Il quadro cambia stagione dopo stagione, ma lo schema si vede in un solo scatto: nell'Europa League 2026/27, Inghilterra e Francia sono entrate in fase campionato con tre club ciascuna (Bournemouth, Crystal Palace e Sunderland; Lione, Marsiglia e Rennes), dieci Paesi sono entrati con due club ciascuno, tra cui Germania, Spagna, Italia e Portogallo, e i restanti dieci con uno solo. Nella lettera del regolamento non esiste un numero massimo fisso per Paese: esiste una fila ordinata per coefficiente, e il tetto di ciascuno è dove quella fila lo lascia.

Il percorso esatto di chi retrocede dalla Champions

La retrocessione dalla Champions League non è uno scivolo unico: il regolamento divide la qualificazione della Champions League in due percorsi, il Champions Path (per chi arriva vincendo il proprio campionato) e il League Path (per chi arriva con un altro piazzamento in campionato), e ciascuno atterra in un punto diverso di Europa League e Conference League.

Chi retrocede dal Champions Path segue questo percorso: eliminata al primo turno preliminare, la squadra entra direttamente al secondo turno preliminare della Conference League, senza passare dall'Europa League; eliminata al secondo turno, entra al terzo turno dell'Europa League, e se viene eliminata lì scende ai playoff della Conference League; eliminata al terzo turno, entra ai playoff dell'Europa League, e se viene eliminata lì scende direttamente in fase campionato della Conference League; eliminata ai playoff della Champions League, entra direttamente in fase campionato dell'Europa League, senza nessuna tappa intermedia.

Chi retrocede invece dal League Path segue un'altra tabella: eliminata al secondo turno, entra al terzo turno dell'Europa League, e se viene eliminata lì scende ai playoff della Conference League; eliminata al terzo turno o ai playoff, entra direttamente in fase campionato dell'Europa League. La differenza centrale tra i due percorsi emerge esattamente in quel punto: il League Path raccoglie club qualificati per piazzamento in campionato, non per titolo, di solito da campionati con coefficiente più alto, e uscire al terzo turno vale già un posto diretto in fase campionato; il Champions Path raccoglie campionesse nazionali di campionati con coefficiente più basso, e lo stesso turno di eliminazione vale solo i playoff.

Il percorso esatto di chi retrocede dalla Champions
Eliminata dalla Champions LeagueEntra in Europa League alSe eliminata lì, entra in Conference League al
Champions Path, 1º turno preliminare-2º turno preliminare
Champions Path, 2º turno preliminare3º turno preliminarePlayoff
Champions Path, 3º turno preliminarePlayoffFase campionato
Champions Path, playoffFase campionato-
League Path, 2º turno preliminare3º turno preliminarePlayoff
League Path, 3º turno preliminareFase campionato-
League Path, playoffFase campionato-

La Conference League ha anche una via d'ingresso propria, senza legami con la Champions League: chi perde il primo turno dell'Europa League, quello riempito dall'accesso diretto del Paese e non da una retrocessione, scende al secondo turno preliminare della Conference League, e chi perde il secondo turno dell'Europa League scende al terzo. È la stessa logica del paracadute, un gradino più sotto.

Il sorteggio della fase campionato e le sue restrizioni

Le fasce della fase campionato non usano il coefficiente del Paese: usano il coefficiente di club, calcolato club per club secondo l'Allegato D del regolamento, ed è lì che si nasconde un equivoco comune. Una squadra può venire da un Paese mal piazzato in classifica generale e finire comunque in una fascia alta, se il suo recente percorso europeo è stato abbastanza forte, perché il sorteggio guarda la storia del club, non quella del Paese.

La restrizione principale del sorteggio è la stessa in entrambe le competizioni, nel testo esatto del regolamento: in linea di principio, club della stessa federazione non possono essere sorteggiati l'uno contro l'altro, e ogni club può affrontare al massimo due avversarie di una stessa altra federazione. Questo significa che due club inglesi, per esempio, non si incrociano in fase campionato, salvo un blocco matematico del sorteggio, e nessun club affronta tre o più club spagnoli, francesi o di qualsiasi altro singolo Paese nella stessa edizione.

Il "in linea di principio" non è una formula vuota né una promessa campata in aria: lo stesso regolamento autorizza l'amministrazione UEFA ad adattare le condizioni del sorteggio per evitare blocchi matematici, cosa che succede quando il numero di club di una federazione nelle fasce è troppo alto per rispettare la restrizione in tutti gli accoppiamenti insieme. In questi casi, poco frequenti, l'eccezione si decide prima del sorteggio, non durante.

Coefficiente di Paese e coefficiente di club non sono lo stesso conto

I due nomi sembrano la stessa idea con un vestito diverso, e non lo sono: il coefficiente di Paese, che la UEFA chiama coefficiente di federazione, è la media dei punti dei club di quel Paese nelle tre competizioni europee in una stagione, divisa per il numero di club che il Paese ha mandato in quell'edizione; il coefficiente di club è la somma dei punti che il club stesso ha fatto, stagione dopo stagione. Un Paese può mandare cinque club modesti e comunque piazzarsi in alto se tutti e cinque fanno punti con costanza; un club si piazza in alto da solo, unicamente per quello che ha fatto lui.

E i due usano finestre temporali diverse, non la stessa: il coefficiente di Paese che fissa l'accesso per il 2026/27 è la somma di cinque stagioni chiuse nel 2024/25 (dal 2020/21 al 2024/25); il coefficiente di club che fissa le fasce del sorteggio della stessa edizione 2026/27 usa cinque stagioni chiuse nel 2025/26 (dal 2021/22 al 2025/26), un anno più recente. In pratica, un club che ha fatto una campagna forte nel 2025/26 porta già quel risultato nel proprio coefficiente per il sorteggio di settembre 2026, mentre il coefficiente del suo Paese per i posti del 2026/27 era già chiuso prima che quella campagna finisse, e se ne vedrà l'effetto solo la stagione successiva.

C'è anche una tutela che il regolamento chiama soglia minima: il coefficiente su cinque stagioni di un club non può essere inferiore al 20% del coefficiente su cinque stagioni della sua stessa federazione, e vale il maggiore tra i due. In altre parole, il coefficiente di un club non è mai solo quello che ha fatto da sé: è il maggiore tra la somma delle proprie campagne e una soglia minima pari a un quinto del coefficiente del Paese. La regola protegge la squadra senza storia europea recente, una campionessa nazionale al debutto continentale, per esempio, dal finire nella fascia più debole solo per mancanza di punti accumulati, e allo stesso tempo spinge verso l'alto il coefficiente di club di Paesi forti che, da soli, avrebbero poco da mostrare.

Che cosa vale il titolo

La vincitrice dell'Europa League ottiene un posto nella fase campionato della Champions League successiva, anche senza qualificarsi tramite il campionato nazionale. Se ha già un posto grazie al campionato, quello del titolo passa a un altro club: nel 2026/27 l'Aston Villa era già qualificato, e il posto in più è andato allo Sporting. La vincitrice gioca anche la Supercoppa UEFA contro quella della Champions League, e l'edizione 2026 ha messo di fronte il Paris Saint-Germain e l'Aston Villa, il 12 agosto a Salisburgo. Chi vince la Conference League ottiene un posto nella fase campionato dell'Europa League e, se si qualifica anche alla Champions League tramite il campionato, sceglie in quale delle due giocare. Nel 2026/27 ogni turno raggiunto dagli ottavi in poi vale punti extra di coefficiente, che contano anche per il Paese: 1 in Europa League e 0,5 in Conference League.

Poi ci sono i soldi, che si sommano turno dopo turno. La tabella riporta gli importi fissi del 2026/27 indicati nella circolare UEFA del 13 luglio 2026; l'organismo stesso li considera stime soggette a conferma. Restano fuori due voci che variano da club a club: il bonus di piazzamento a quote, da 1 quota per il 36º a 36 per il 1º, e il pilastro del valore.

Che cosa vale il titolo
Importo fisso per club nel 2026/27, in euroEuropa LeagueConference League
Partecipazione alla fase campionato4,31 milioni3,17 milioni
Vittoria nella fase campionato450 mila400 mila
Pareggio nella fase campionato150 mila133 mila
Bonus per il piazzamento dal 1º all'8º posto600 mila400 mila
Bonus per il piazzamento dal 9º al 16º posto300 mila200 mila
Qualificazione ai playoff300 mila200 mila
Qualificazione agli ottavi1,75 milioni800 mila
Qualificazione ai quarti2,5 milioni1,3 milioni
Qualificazione alle semifinali4,2 milioni2,5 milioni
Qualificazione alla finale7 milioni4 milioni
Titolo6 milioni3 milioni

Da dove viene il denaro, e come si divide

La tabella degli importi fissi non è tutta la torta: è la fetta prevedibile di un sistema a tre pilastri che la UEFA usa nelle sue tre competizioni per club, con proporzioni diverse in ciascuna. Dei ricavi netti disponibili per i club partecipanti, l'Europa League riserva il 27,5% alla quota fissa di partecipazione, il 37,5% ai bonus legati al rendimento (vittoria, pareggio, turno raggiunto) e il 35% al cosiddetto pilastro del valore. La Conference riserva il 40%, il 40% e il 20%, nello stesso ordine: meno dipendente dal pilastro del valore, più diviso in parti uguali tra i 36 club.

Questa differenza di proporzioni non è un caso, ed è qui che la Conference assolve il compito che la UEFA le ha affidato dal 2021/22: rendere più inclusive le competizioni europee. Il pilastro del valore pesa il mercato televisivo del Paese del club e il suo stesso coefficiente, quindi premia chi è già grande; dargli meno peso in Conference, e darne di più alla quota uguale di partecipazione, consegna una fetta relativamente maggiore a un club di mercato piccolo al debutto, rispetto a quanto accadrebbe se la Conference usasse le stesse proporzioni dell'Europa League.

Il bonus di piazzamento a quote, che la tabella degli importi fissi lascia fuori perché varia da club a club, ha un valore di quota noto e pubblicato: 75 mila euro a quota in Europa League, 28 mila in Conference, da 1 quota per il 36º posto della fase campionato fino a 36 quote per il 1º. Facendo il conto in cima alla classifica: la prima della fase campionato di Europa League incassa 2,7 milioni di euro solo da questo bonus, quella di Conference poco più di 1 milione, oltre a tutto quello che già prevede la tabella degli importi fissi.

Il pilastro del valore è il più complesso dei tre, e il regolamento lo divide in una parte europea (73% del totale, dal denaro dei mercati televisivi dentro l'Europa) e una parte non europea (27%, dal resto del mondo), proporzione fissata dagli stessi contratti televisivi del ciclo. Anche ogni parte si divide in quote, da 1 a 36: una quota della parte europea vale 217 mila euro in Europa League e 63 mila in Conference; quella della parte non europea, 80 mila e 23 mila. Un club che guidasse entrambe le parti insieme incasserebbe quasi 10,7 milioni di euro solo dal pilastro del valore, senza contare quota fissa, bonus di rendimento o bonus di piazzamento.

Da dove viene il denaro, e come si divide
VoceEuropa LeagueConference League
Divisione dei ricavi: quota fissa / rendimento / pilastro del valore27,5% / 37,5% / 35%40% / 40% / 20%
Valore della quota del bonus di piazzamento (1º-36º posto)75 mila euro28 mila euro
Quota della parte europea del pilastro del valore217 mila euro63 mila euro
Quota della parte non europea del pilastro del valore80 mila euro23 mila euro
Montepremi totale dalla fase campionato in poi nel 2026/27565 milioni di euro285 milioni di euro

La fonte di tutto questo è la circolare 48/2026 della UEFA, del 13 luglio 2026, la stessa su cui si basa già la tabella degli importi fissi. Distribuisce un tetto lordo di 4,4 miliardi di euro tra le tre competizioni per club e la Supercoppa, dei quali il 74,38% va alla Champions League, il 17,02% all'Europa League e l'8,60% alla Conference, dopo aver dedotto i costi amministrativi, i pagamenti ai club eliminati nelle qualificazioni e un fondo di solidarietà per chi non è arrivato da nessuna parte.

Cosa si guadagna cadendo prima della fase campionato

Chi non arriva alla fase campionato di nessuna delle tre competizioni riceve comunque qualcosa, secondo un'unica scala di pagamento calcolata sugli importi della Conference, indipendentemente dalla competizione per cui il club tentava di qualificarsi: 175 mila euro fissi per ogni turno di qualificazione giocato, più un premio di eliminazione che sale turno dopo turno, 150 mila al primo, 350 mila al secondo, 550 mila al terzo e 750 mila ai playoff.

Una campionessa nazionale che resta fuori da tutte e tre le fasi campionato riceve comunque altri 260 mila euro sopra questi importi. Ed esiste un fondo di solidarietà a parte, pagato tramite le federazioni ai club che non arrivano alla fase campionato di nessuna delle tre competizioni: 308 milioni di euro, il 7% di tutto quello che incassano le tre competizioni e la Supercoppa.

Dalla Coppa UEFA all'Europa League

L'Europa League è nata come Coppa UEFA, istituita nel 1971/72 per sostituire la Coppa delle Fiere, un torneo che la UEFA non organizzava; l'albo d'oro ufficiale parte da lì. La finale si gioca in gara secca e in campo neutro dal 1997/98. Con la fine della Coppa delle Coppe dopo l'edizione 1998/99, la Coppa UEFA ha cominciato ad accogliere le vincitrici delle coppe nazionali, e nel 2009/10 ha preso il nome attuale. Fino all'edizione 2025/26, il club più titolato è il Siviglia, con sette successi (2006, 2007, 2014, 2015, 2016, 2020 e 2023), davanti all'Inter, al Liverpool, alla Juventus, all'Atlético Madrid e al Tottenham, con tre ciascuno. Fino a quell'edizione i club italiani l'avevano vinta dieci volte: tre a testa l'Inter e la Juventus, due il Parma, una a testa il Napoli e l'Atalanta. La Conference League è partita nel 2021/22 per rendere più inclusive le competizioni UEFA, per usare le parole della UEFA, e ha avuto una vincitrice diversa in ognuna delle prime cinque edizioni: la Roma, il West Ham, l'Olympiacos, il Chelsea e il Crystal Palace.

Vale una parentesi sul trofeo stesso: la coppa dell'Europa League è il pezzo più pesante di tutta l'argenteria UEFA, 15 chili d'argento, molto più pesante di quella della Champions League. Quella della Conference League, creata da zero per la competizione nel 2021/22, non porta alcun peso storico, ma ha già avuto cinque proprietarie diverse in cinque edizioni, il tipo di imprevedibilità che manca alle due competizioni più antiche.

Restano tre equivoci. Il primo è pensare che entrambi i titoli portino in Champions League: solo quello dell'Europa League dà il posto, mentre quello della Conference League porta in Europa League. Il secondo riguarda il vecchio paracadute. Fino al 2023/24 le terze dei gironi di Champions League scendevano in Europa League, e quelle di Europa League in Conference League. Nella fase campionato chi è eliminato è fuori, e la discesa è rimasta solo per chi perde nei turni preliminari. Il terzo riguarda il gol in trasferta. La regola che decideva le sfide di andata e ritorno in base ai gol segnati fuori casa è stata abolita dalla UEFA nel giugno 2021, a partire dalle qualificazioni del 2021/22. Nella classifica della fase campionato 2026/27, però, i gol segnati in trasferta restano il terzo criterio in caso di parità di punti.

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Correzione · 16/09/2026

Questa guida diceva che dagli ottavi in poi le sfide erano di andata e ritorno; la finale, invece, è in gara secca. La guida presentava inoltre i due tornei come una scorciatoia verso la Champions League, mentre solo il titolo dell'Europa League garantisce l'accesso.

Europa League · Classifica

PosizioneSquadra Partite giocate Differenza reti Punti
1, Ottavi di finaleJuventus1+53
2, Ottavi di finaleCrystal Palace1+43
3, Ottavi di finaleSparta Praha1+33
4, Ottavi di finaleBeşiktaş1+33
5, Ottavi di finaleUnion Saint-Gilloise1+33
6, Ottavi di finaleFerencvárosi1+23
7, Ottavi di finaleBenfica1+23
8, Ottavi di finaleBayer 04 Leverkusen1+23
  • Ottavi di finale

Dati: Sportmonks (si apre in una nuova scheda)

Vedi tutto · Europa League

Fonti

Domande frequenti

Chi vince l'Europa League va in Champions League?
Sì. La vincitrice dell'Europa League ha un posto garantito nella fase campionato della Champions League della stagione successiva, anche senza qualificarsi tramite il campionato. Se ha già un posto grazie al campionato, quello in più passa a un altro club: nel 2026/27 è andato allo Sporting, visto che l'Aston Villa c'era già.
Cosa ottiene la vincitrice della Conference League?
Un posto nella fase campionato dell'Europa League successiva; se si qualifica anche alla Champions League tramite il campionato, la vincitrice sceglie tra le due. Nel 2026/27 il titolo vale inoltre 3 milioni di euro per il club, e ogni turno dagli ottavi in poi dà 0,5 punti di coefficiente, che contano anche per il Paese.
Quante partite prevede la fase campionato?
In Europa League si giocano otto gare, quattro in casa e quattro in trasferta. In Conference League sono sei, tre casalinghe e tre esterne, prima dell'inizio della fase a eliminazione diretta.
Quanto paga la UEFA alla vincitrice dell'Europa League?
Gli importi fissi si sommano turno dopo turno. Nel 2026/27 il titolo vale 6 milioni di euro in più, oltre ai 7 milioni per la qualificazione alla finale, 4,2 milioni per le semifinali, 2,5 milioni per i quarti e 1,75 milioni per gli ottavi. Si aggiungono partecipazione, vittorie, pareggi, bonus a quote e pilastro del valore.
Quando e dove si gioca la finale di Europa League 2027?
Mercoledì 26 maggio 2027, allo Stadion Frankfurt, in Germania, in gara secca. La finale di Conference League 2027 si gioca una settimana dopo, mercoledì 2 giugno, al Beşiktaş Stadium di Istanbul.

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